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Bufera a Palermo, hotel confiscato alla mafia gestito dal nipote di Giovanni Brusca

Pubblicato il 27 Luglio 2025

La struttura, sottratta alla criminalità organizzata nel 2020, è stata affidata ad una società riconducibile al nipote dell’ex boss

Un hotel situato in pieno centro a Palermo, precisamente in piazza Politeama, è stato affidato in gestione ad un’azienda riconducibile a G.C., nipote dell’ex boss mafioso Giovanni Brusca.

La conferma dall’Agenzia per i Beni confiscati

Secondo quanto anticipato da Fanpage.it e successivamente confermato anche dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, la società affidataria non è sottoposta ad alcuna misura di prevenzione patrimoniale.

L’hotel era stato confiscato nel 2020 nell’ambito delle attività giudiziarie contro organizzazioni mafiose e assegnato alla gestione attuale nel 2021 dal Tribunale di Palermo.

Il passato criminale di Giovanni Brusca

Giovanni Brusca, ex capomafia di San Giuseppe Jato e poi collaboratore di giustizia, è tristemente noto per aver azionato il telecomando dell’esplosivo nella strage di Capaci e per aver ordinato il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Brusca ha terminato di scontare la sua pena pochi mesi fa.

Un caso che solleva interrogativi

L’affidamento di un bene confiscato alla mafia a un familiare, ma è bene precisare, non coinvolto assolutamente in attività illecite, riapre comunque il dibattito su criteri e controlli nella gestione dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata. Fonte: Ansa

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