Pubblicato il 11 Agosto 2025
Due giorni di agonia sotto il sole rovente
Sotto il sole cocente del Napoletano, due cani sono stati lasciati senza riparo e senza acqua. Uno di loro è morto dopo due giorni di sofferenze estreme, legato con una corda cortissima e impossibilitato a trovare ombra o ristoro. L’ipotesi è che sia stato stroncato da un colpo di calore, ma sarà l’autopsia a confermare.
L’altro cane, lasciato libero nel cortile, è stato salvato in extremis dalla polizia municipale e dalle guardie zoofile dell’Oipa, intervenute dopo numerose segnalazioni.
La proprietaria in vacanza e la denuncia
La padrona, denunciata per maltrattamento e abbandono di animali, non ha interrotto le proprie vacanze nonostante la tragedia. Il caso di Giugliano ha scosso l’opinione pubblica, non solo per la brutalità dell’atto, ma anche perché la vittima resta senza nome, simbolo di tante storie di animali senza voce.
Il quadro legale: pene più severe per i maltrattamenti
Grazie alla legge Brambilla, oggi chi maltratta un animale rischia da 6 mesi a 2 anni di carcere e una multa tra 5mila e 30mila euro. Se l’animale viene ucciso, la pena può salire fino a 3 anni, con multa fino a 30mila euro. In caso di sevizie o sofferenze prolungate, le sanzioni arrivano a 4 anni di carcere e 60mila euro di multa.
Le accuse di mancato intervento
Secondo l’animalista Enrico Rizzi, oltre alla proprietaria, ci sarebbero altre responsabilità:
- Un uomo incaricato di portare cibo ai cani.
- I carabinieri, chiamati più volte dai cittadini tra le 11:53 e le 16:08, ma che avrebbero deciso di non intervenire perché l’episodio avveniva su proprietà privata.
Rizzi sottolinea che l’articolo 55 del codice penale impone alle forze dell’ordine di agire per evitare che un reato continui o peggiori, e annuncia di voler portare la vicenda in tribunale.
Appello alla giustizia
Il deputato Francesco Emilio Borrelli definisce l’episodio «di una crudeltà disumana» e chiede che i responsabili non restino impuniti. Lancia inoltre un appello ai cittadini: «Segnalate sempre casi di maltrattamento».

