Pubblicato il 28 Luglio 2025
Un silenzio carico di significato tra le Colline del Cilento
Nel cuore pulsante del Cilento Etno Festival, tra suoni tradizionali e atmosfere suggestive, si è vissuto un momento di intensa partecipazione emotiva e civile. Domenica sera, durante il suo atteso concerto a Torre Orsaia, la celebre cantante israeliana Noa ha sospeso la sua esibizione per un gesto di solidarietà profondo.
Le campane per Gaza interrompono la musica
Proprio mentre in molte città italiane risuonavano le campane per la pace in segno di protesta contro la guerra a Gaza, anche a Torre Orsaia i rintocchi hanno cominciato a diffondersi nell’aria. Questa iniziativa nazionale, sostenuta dal vescovo di Pinerolo e amplificata dai media, invitava le comunità a far suonare le campane per dire basta al dolore e alla violenza.
Noa: “Oggi il silenzio dice ancora di più”
Nel momento in cui le campane hanno cominciato a suonare, Noa ha fermato la musica. In un silenzio improvviso e toccante, ha abbassato le mani, chiuso gli occhi e ascoltato. Poi, con voce pacata ma intensa, ha detto: “La musica unisce, ma oggi il silenzio dice ancora di più. Siamo tutti chiamati a dire basta”.
Un gesto carico di simbolismo
Quella breve pausa, carica di significato, è diventata un potente simbolo di resistenza e speranza. Con questo gesto, l’artista ha voluto dare voce al dolore e al desiderio di pace che attraversano il Mediterraneo, scegliendo di non cantare, ma ascoltare.
Il pubblico del Cilento Etno Festival, partecipe e commosso, ha accolto con rispetto il momento. In un’epoca segnata da divisioni e conflitti, anche la musica può diventare spazio di testimonianza e riflessione.
Le campane di Torre Orsaia, unite a quelle di tutta Italia, hanno suonato anche lì. E la voce di Noa ha scelto di farsi silenzio, per ascoltare, resistere e sperare.

