Pubblicato il 2 Marzo 2026
Oltre un milione di passeggeri bloccati
Il conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti immediati anche sul trasporto aereo globale. Più di un milione di persone sono rimaste a terra e oltre 5mila voli da e per la regione sono stati cancellati tra il 28 febbraio e il 1° marzo.
L’offensiva contro l’Iran ha provocato la più grave interruzione del traffico aereo internazionale dall’inizio della pandemia di Covid-19, generando una situazione logistica estremamente complessa. Serviranno giorni per smaltire gli arretrati: riportare a destinazione passeggeri e aeromobili, oltre a garantire i necessari tempi di riposo per piloti ed equipaggi.
A entrare in crisi sono stati alcuni dei principali hub intercontinentali, tra cui Dubai, Doha e Abu Dhabi.
Ritardi e cancellazioni in tutto il mondo
Secondo i dati del portale di monitoraggio FlightAware, nella mattinata del 1° marzo risultavano oltre 6.700 voli in ritardo e circa 1.900 cancellazioni a livello globale, numeri che si sommano alle migliaia registrate il giorno precedente.
Le principali compagnie aeree hanno sospeso tempestivamente i collegamenti verso l’area interessata. Tra queste Emirates, Etihad Airways, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines e Lufthansa.
L’analisi della società specializzata Cirium evidenzia che Emirates ha cancellato il 38% dei voli, Etihad il 30% e Qatar Airways addirittura il 41%.
Anche ITA Airways ha deciso di sospendere i collegamenti da e per Tel Aviv fino all’8 marzo e quelli da e per Dubai fino al 4 marzo. Stop analoghi sono stati adottati da molte compagnie europee, nordamericane e asiatiche, tra cui Cathay Pacific e Singapore Airlines.
Piano d’emergenza insufficiente davanti all’escalation
L’alta tensione tra Stati Uniti e Iran aveva spinto diverse compagnie a predisporre piani di emergenza. Tuttavia, quello che sembrava un intervento circoscritto si è trasformato in un’escalation rapida e diffusa, estendendosi a gran parte del Medio Oriente in poche ore.
L’EASA – Agenzia europea per la sicurezza aerea ha raccomandato alle compagnie europee di evitare lo spazio aereo, a qualsiasi altitudine, di numerosi Paesi dell’area: Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita.
Il timore principale è quello di rischi per la sicurezza dei voli, incluso il pericolo di abbattimenti, in uno scenario che resta altamente instabile e in continua evoluzione.

