« Torna indietro

Capodanno

Capodanno delle polemiche a Ladispoli: “Canteranno rapper che inneggiano al femminicidio” (VIDEO)

Pubblicato il 28 Novembre 2023

“Capodanno coi rapper che inneggiano al femminicidio”.

E’ questa l’accusa piovuta sulla testa dell’amministrazione di Ladispoli, centro balneare non distante da Roma, che ha deciso di affidare il concerto in piazza di fine anno a Emis Killa, e Gue Pequeno.

La notizia oggi è riportata da Repubblica che mette in fila alcune frasi dei testi dei cantanti.

“Preferisco saperti morta che con un altro. Vengo a spararti” canta Emiliano Rudolf Giambelli, in arte Emis Killa, nella sua canzone “3 messaggi in segreteria”. Il brano è al centro delle polemica, accusato di essere un inno al femminicidio: racconta l’escalation di violenza di un uomo che continua a chiamare l’ex fidanzata, che non gli risponde al telefono. Poi l’epilogo, in cui afferma che sta guidando verso la casa della ex- incattivito da una sbronza e deciso a ucciderla, perché “voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi. Io ci ho provato e tu mi hai detto no, con quella cornetta ti ci strozzerò”.

Bufera sul sindaco leghista Alessandro Grando che all’evento avrebbe destinato 345mila euro.

A rispondere alle critiche lo stesso Grando: “Sarà una serata di festa senza messaggi sbagliati, e ci mancherebbe anche che un’amministrazione voglia trasmettere certi messaggi ai ragazzi. Noi vogliamo fare una serata per i nostri giovani”, spiega il sindaco.

“Ma poi, i due artisti, dopo aver suonato da noi andranno anche in altri luoghi e locali – precisa e tuona – Ma questa polemica è indirizzata solo a Ladispoli. Guè Pequeno, per esempio, andrà a suonare a Cinecittà World. E questo cosa vorrebbe dire, che un parco per famiglie inneggia alla violenza contro le donne? Dai su, non è possibile”.

Per Grando, reduce dalle ore di paura per il leone fuggito dal circo e a spasso per la cittadina, si tratta quindi di una strumentalizzazione contro Ladispoli: “Questa polemica era già scoppiata nel 2022, quando Emis Killa venne a suonare. E non è successo nulla perché assolutamente non ha cantato nulla che facesse riferimento alla violenza di genere. E non accadrà nulla il 31 dicembre”, ribadisce.

“Purtroppo a Ladispoli abbiamo l’opposizione più becera di Italia”, sostiene il sindaco.

Ma, in ogni caso, uscita la notizia, cittadini, associazioni e soprattutto i partiti, hanno iniziato la protesta. Il Pd di Ladispoli ha definito i 345 mila euro per una serata “una spesa immorale”, aggiungendo: “Emis Killa ha replicato alle critiche dicendo che “ha voluto sensibilizzare al tema del femminicidio” con una narrazione cruda. Riteniamo che da una presenza incisiva come quella del rapper dovesse arrivare un’altra narrazione, di solidarietà per le donne e di condanna per gli assassini”, dicono i dem.

Anche la consigliera regionale e coordinatrice nazionale del Pd, Marta Bonafoni, attacca la decisione del leghista e chiede alla Regione Lazio di non finanziare l’evento: “È una scelta sbagliata e pericolosa”, afferma la dem .

“Mi auguro che la Presidenza del Consiglio regionale risponda con un deciso no alla richiesta di contributo avanzata dal Comune”, precisa la consigliera.

Sui social, dal canto suo, il sindaco incalza l’opposizione: “Mi permetto di dare un consiglio ai nostalgici: provate a scrollarvi di dosso la mentalità da paesello“, ha chiosato Grando.

Il brano aveva creato scompiglio già nel 2016, quando era uscito.

E Emis Killa allora aveva risposto all’accusa di aver scritto un inno al femminicidio con un lungo post su Facebook: “Si parla di 3 messaggi in segreteria, e certi lo fanno come se istigasse alla violenza sulle donne. In questa canzone racconto di un ragazzo che perde la testa per la ex fidanzata e decide di ammazzarla. Lo racconto dal punto di vista, malato, di chi ammazza. E’ il mio modo per sensibilizzare e denunciare il femminicidio. Ho scelto un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona, perché so che è il più efficace e mi appartiene, e infatti si sta alzando un polverone, che è quello che mi aspettavo, per poter porre l’attenzione su uno degli aspetti più brutti di questa società. Come artista è mio privilegio e mio compito raccontare storie e far pensare chi mi ascolta. Quando creo canzoni creo mondi, a volte colorati, a volte crudi. Nelle canzoni racconto la realtà, che a volte è orribile, a volte è sbagliata, ma mai possiamo far finta che non esista. Ho corso di proposito il rischio di essere frainteso perché il mio richiamo alla riflessione e alla consapevolezza non passasse inosservato, e l’ho fatto coi modi e le parole che sono mie”.