Pubblicato il 19 Luglio 2025
Lettere, firme e tensioni per l’evento del 27 luglio
Cresce la tensione attorno al concerto previsto il 27 luglio alla Reggia di Caserta, diretto dal maestro Valery Gergiev, (nella foto d’apertura) noto per il suo sostegno pubblico al presidente russo Vladimir Putin.
Ondata di firme e lettere ai vertici politici
Due lettere distinte, ma unite da un’unica richiesta: annullare il concerto. Una è stata inviata alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e al governatore della Campania Vincenzo De Luca; l’altra ai presidenti delle Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. A promuovere l’iniziativa è Memorial Italia, supportata da oltre 16.000 firme in appena 24 ore, tra cui numerosi premi Nobel.
Timori per proteste alla Reggia
La Questura di Caserta, tramite la Digos, sta monitorando l’evento. Il timore è che la protesta, guidata da associazioni ucraine e dissidenti russi, possa raggiungere anche l’interno della Reggia. A rendere la situazione ancora più delicata è il fatto che molti biglietti delle prime file siano stati acquistati da membri delle stesse associazioni.
La polemica sul contesto propagandistico
A gettare ulteriore benzina sul fuoco, la messa in scena al Bolshoi di un’opera di Prokofiev diretta da Gergiev, nella quale appaiono gigantografie che accostano la lotta al nazifascismo al conflitto in Ucraina, presentato come una battaglia per la libertà del Donbass.
Chi sono i firmatari più noti
Tra i nomi più autorevoli che hanno firmato la lettera spiccano:
- Oleksandra Matviichuk, Premio Nobel per la Pace 2022
- Oleg Orlov, Svetlana Gannushkina, Irina Scerbakova di Memorial
- Gli scrittori Herta Müller, Jonathan Littell e Mikhail Shishkin
- Il coreografo Alexei Ratmansky
- La storica Anna Foa
- La vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno
La petizione: “Non è un concerto neutrale”
“Questo concerto non è un atto neutrale”, si legge nella petizione. “È un gesto politico che rischia di legittimare il regime putiniano e la violenza che scatena”. Gli organizzatori chiedono anche un’inchiesta sull’uso di fondi pubblici per eventi che sarebbero collegati alla propaganda russa e la creazione di un fondo per artisti dissidenti.
Richiesta di un organismo di controllo parlamentare
Nella seconda lettera si invoca l’istituzione di un ente parlamentare per contrastare la diffusione della propaganda russa in Italia, citando anche altri episodi come le proiezioni dei documentari di Russia Today, testata soggetta a sanzioni europee.
Reazioni politiche divise
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani chiarisce che Gergiev non è stato invitato dal governo, ma dalla Regione Campania. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, invita a riflettere sul confine tra arte e propaganda.
Il governatore De Luca, invece, risponde duramente: “Ci si indigna per un concerto, mentre ogni giorno muoiono da 70 a 120 bambini a Gaza e nessuno parla”.
E aggiunge con ironia: “Alla prossima edizione faremo autorizzare il programma dal ministro Almasri”.

