Pubblicato il 10 Febbraio 2026
Processo per stalking e lesioni
Maria Rosaria Boccia torna al centro delle cronache. Da una parte c’è la decisione del Tribunale di Roma di rinviarla a giudizio con l’accusa di stalking e lesioni nei confronti dell’ex ministro Gennaro Sangiuliano. Dall’altra, il suo nome riaccende uno scontro acceso tra due volti noti del servizio pubblico: Massimo Giletti e Sigfrido Ranucci.
Il confronto è esploso durante la puntata del 9 febbraio de Lo Stato delle Cose, quando Giletti ha deciso di mandare in onda alcune chat intercorse tra Ranucci e la stessa Boccia. Conversazioni che, secondo quanto mostrato in trasmissione, risalgono al 17 settembre 2024.
Le chat e il riferimento a una “lobby gay di destra”
Nel corso della puntata, Giletti ha presentato quella che ha definito la versione integrale dei messaggi, nei quali si parlerebbe di una presunta “lobby gay di destra”, con riferimenti espliciti anche allo stesso Giletti.
I messaggi, inviati da Ranucci a Boccia nella serata del 17 settembre 2024, contengono frasi come:
“Quello è un altro del giro”,
“Amico di Marco Mancini. Giro gay”,
fino all’ultimo passaggio in cui compare anche il nome di Giletti.
Le chat erano già state pubblicate parzialmente dal quotidiano Il Giornale, ma Ranucci aveva parlato di “manipolazione” dei contenuti, negando la ricostruzione diffusa sui social.
La replica di Giletti: “Una delusione umana profonda”
Dopo le smentite del collega, Giletti ha scelto di trasmettere i messaggi in studio, accompagnandoli con parole dure nei confronti di Ranucci. Il giornalista ha parlato apertamente di “una delusione umana profonda”, riferendosi al messaggio ricevuto in cui gli sarebbe stato assicurato che “non è vero nulla”.
Giletti ha poi aggiunto che, al di là delle singole parole utilizzate, il punto centrale sarebbe la sostanza della conversazione:
“Non è una questione di sostantivi, lobby o non lobby. È una questione di sostanza”, ha detto, sottolineando di non ritrovare nei messaggi lo spirito di “combattente” che Ranucci rivendica pubblicamente.
La vicenda, intrecciata con il procedimento giudiziario che coinvolge Boccia, rischia ora di aprire un nuovo fronte polemico interno alla Rai, alimentando tensioni già evidenti tra due figure di primo piano dell’informazione televisiva italiana.

