Pubblicato il 19 Novembre 2025
Il caso di Catania e le preoccupazioni del Garante per l’infanzia
CATANIA, 19 novembre 2025. Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, ha commentato il delicato caso di un ragazzo catanese di 12 anni, Marco, nome di fantasia, al centro di una decisione giudiziaria che potrebbe separarlo dalla madre.
Secondo il provvedimento della Corte d’Appello, Marco potrebbe essere affidato al padre, con il rischio di non rivedere la madre per tre mesi, salvo incontri successivi in ambito protetto.
La volontà del minore ignorata
La Garante ha sottolineato che la Corte non ha considerato la volontà di Marco, che ha espresso chiaramente il desiderio di restare con la madre. Di fronte alla notizia della decisione giudiziaria, il ragazzo ha manifestato disperazione e propositi autolesivi, arrivando a dichiarazioni preoccupanti come: “Non voglio svegliarmi più” e “Mi butto sotto una macchina pur di non andare via da mamma”.
Precedenti eventi e fuga da casa
Terragni ricorda che poco più di un anno fa Marco era già stato affidato al padre con l’intervento della forza pubblica. Lo scorso dicembre, però, pur di tornare dalla madre, il ragazzo era fuggito da scuola, aveva percorso a piedi il centro di Catania e fermato una volante della polizia per chiedere di tornare dalla madre.
Stato psicologico e tutela del minore
La Garante evidenzia che il grave stato psicologico di Marco e i suoi comportamenti autolesivi rappresentano motivo di seria preoccupazione. In precedenza, la Corte d’Appello aveva sospeso temporaneamente l’esecuzione del provvedimento proprio a causa della situazione psicologica del ragazzo, salvo poi tornare sui propri passi.
Terragni ribadisce che il superiore interesse del minore deve essere sempre la priorità, specialmente nei casi di separazione conflittuale, e che la volontà del bambino non può essere ignorata. La Garante auspica infine che Marco possa essere sottoposto urgentemente a una valutazione neuropsichiatrica approfondita, come avvenuto in altri casi simili in Italia. Fonte: Ansa

