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Caso Mendico: arriva la sospensione anche per la vicepreside e per la responsabile di sede dell’istituto Pacinotti

Caso Paolo Mendico: dopo la relazione ispettiva arrivano nuovi provvedimenti disciplinari. Sospese la vicepreside e la responsabile della succursale, con decurtazione dello stipendio. Restano aperte due inchieste

Pubblicato il 23 Gennaio 2026

Sono stati disposti nuovi provvedimenti disciplinari collegati alla vicenda di Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni morto l’11 settembre, nel primo giorno di scuola. Dopo la sospensione già adottata nei confronti della dirigente scolastica dell’istituto “Pacinotti” di Fondi, il Ministero dell’Istruzione e del Merito avrebbe previsto sanzioni anche per altre due docenti con incarichi di responsabilità.

Sospensioni e decurtazione dello stipendio: chi è coinvolto

Secondo quanto riferito, la vicepreside dell’istituto sarebbe stata sospesa dall’insegnamento per 20 giorni, mentre per la responsabile della succursale di Santi Cosma e Damiano la sospensione sarebbe di 10 giorni. Per entrambe, sempre secondo quanto emerso, è prevista anche la decurtazione dello stipendio.

Le motivazioni richiamate nel documento: “funzione dirigenziale” e “condotte omissive”

La decisione sarebbe basata su una relazione ispettiva. Nel documento, la dirigente viene indicata come responsabile per la propria “funzione dirigenziale”; per la vicedirigente e la responsabile di sede si parlerebbe invece di “condotte omissive”, cioè di mancate azioni o interventi.

Il contesto: l’ipotesi bullismo e le due inchieste aperte

La morte del ragazzo, secondo quanto ipotizzato, potrebbe essere collegata a episodi di bullismo. Sulla vicenda risultano aperte due inchieste: una della Procura di Cassino contro ignoti per istigazione al suicidio e una della Procura dei minorenni di Roma che, per lo stesso reato, ha iscritto nel registro degli indagati quattro coetanei.

Le reazioni: la posizione del padre e quella della Flc-Cgil

Nel dibattito sui provvedimenti disciplinari, il padre del ragazzo, Giuseppe Mendico, giudicherebbe le sospensioni troppo leggere e avrebbe annunciato l’intenzione di andare avanti, in attesa di leggere integralmente la relazione ministeriale. Di segno opposto la posizione del sindacato Flc-Cgil, che richiama il rischio di individuare un “capro espiatorio” e invita a non attribuire responsabilità individuali prima che le indagini chiariscano definitivamente i fatti.

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