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Caso Paolo Mendico, ancora nessuna notizia sulla relazione degli ispettori del Ministero

Ancora nessuna comunicazione ufficiale sulla relazione degli ispettori sul caso di Paolo Mendico. La Garante Monica Sansoni annuncia la parte civile con la famiglia e chiede chiarezza sugli atti

Pubblicato il 19 Gennaio 2026

Nessun aggiornamento ufficiale è stato ancora reso noto dall’Ufficio scolastico regionale sulla relazione relativa a quanto accaduto nella scuola frequentata da Paolo Mendico, il 14enne di Santi Cosma e Damiano che si è tolto la vita a poche ore dal rientro in classe a settembre. Secondo quanto denunciato più volte dai genitori, Paolo sarebbe stato vittima di bullismo, senza che ci siano stati interventi risolutivi. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha inviato ispettori per analizzare il contesto, ricostruire cosa possa aver inciso sulla scelta del ragazzo e valutare quanto l’atteggiamento di docenti e studenti abbia influito.

La posizione della Garante: Monica Sansoni pronta a costituirsi parte civile

Sulla vicenda interviene ora la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Monica Sansoni, che segue il caso fin dall’inizio e che ha deciso di costituirsi parte civile, insieme ai genitori di Paolo, in un eventuale processo.

Tra i passaggi che la Garante ritiene centrali, Sansoni afferma: “La relazione fa emergere fatti inquietanti con responsabilità a carico della comunità educante”. E aggiunge che il nodo principale resta la disponibilità degli atti: “L’attesa principale, che ci dirà la verità sulle responsabilità, è quella che riguarda le carte della relazione prodotta dagli ispettori”.

Il 20 gennaio a Roma: genitori presenti alla Giornata del Rispetto

I genitori di Paolo saranno presenti il 20 gennaio a Roma alla Giornata del Rispetto, istituita dopo la morte di Willy Monteiro Duarte. Sansoni spiega che, per la prima volta, la giornata è stata voluta in Consiglio regionale: “Per la prima volta, io come garante, insieme al presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, abbiamo voluto istituire questa giornata nel Consiglio regionale”.

All’iniziativa parteciperanno 200 ragazzi del Lazio e, in apertura, è previsto un focus su come il rispetto venga percepito dai giovani: “Saranno presenti 200 ragazzi del Lazio e in apertura ci sarà un focus importante che riguarda la modalità in cui il rispetto viene visto dai ragazzi”. L’obiettivo indicato è sensibilizzare i più giovani: “L’obiettivo è accendere una luce nei più giovani, che a volte empaticamente non riescono a entrare e comprendere le difficoltà di un conoscente o di un amico. La stessa cosa che è successa a Paolo”.

Sansoni evidenzia anche il valore della partecipazione istituzionale della famiglia: “Per la prima volta i suoi genitori saranno seduti a un tavolo istituzionale, dimostrando che vogliono far arrivare ai ragazzi un messaggio importante: credere nelle istituzioni e nel loro aiuto”.

Le anticipazioni sul dossier e la protesta: “genitori ancora all’oscuro”

Un punto sottolineato dalla Garante riguarda le indiscrezioni circolate sulla relazione. Sansoni dice: “Non riesco a capire come sia possibile l’anticipazione di certe notizie considerando che neanche la mamma e il papà di Paolo sanno nulla”. E aggiunge, riferendosi alla famiglia: “Come si fa ancora una volta a lasciare nel buio i genitori di un ragazzo che hanno già sofferto così tanto?”.

“Non tralasciare nulla”: attenzione a ogni elemento della vita del ragazzo

La Garante richiama la necessità di considerare ogni prospettiva possibile: “È importante non tralasciare nessun punto di vista sulla vita di Paolo perché questo suo malessere partiva da lontano e non va sottovalutato nulla”.

Secondo Sansoni, nel caso di Paolo l’auspicio è che vengano ricostruiti tutti i passaggi vissuti dal ragazzo, anche alla luce degli elementi raccolti dagli inquirenti: “L’auspicio è quello che vengano presi in considerazione tutti i momenti che il giovane ha vissuto, anche alla luce dello scandagliare delle prove che sono state repertate dagli inquirenti, come manoscritti e chat di classe”. E conclude sul metodo di analisi: “È fondamentale rilevare tutti gli elementi probatori, scavando a fondo su tutto quello che Paolo esprimeva e ha espresso, non poco prima del gesto estremo, ma in tutta la sua vita”.

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