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Bari

La Cassazione: licenziamento legittimo se insulti il capo davanti a un collega

Pubblicato il 20 Agosto 2025

Confermata la giusta causa ad Acireale

La Corte di Cassazione ha stabilito che è pienamente legittimo licenziare un dipendente che insulta il proprio superiore davanti a un collega. La decisione riguarda il caso di una donna di Acireale, licenziata per giusta causa a seguito di parole offensive rivolte al suo capo.

La gravità del comportamento

Secondo la Suprema Corte, condividendo le valutazioni della Corte d’Appello di Catania, le parole rivolte dalla dipendente al superiore avevano notevole gravità, configurando un vero e proprio atto di insubordinazione. L’episodio, avvenuto davanti a un collega, ha evidenziato un atteggiamento di sfida e disprezzo verso l’autorità.

Contesto e sentenza

La vicenda risale al 2018, mentre la sentenza d’appello è del 2023. I giudici hanno sottolineato che la gravità dell’episodio non si limita a un semplice alterco o diverbio, ma assume rilievo maggiore considerando che gli insulti sono stati pronunciati in presenza di un’altra dipendente, aumentando così la platealità del gesto.

La sentenza della Cassazione, depositata il 25 luglio 2025, conferma quindi che il licenziamento per comportamenti offensivi nei confronti dei superiori è giustificato dalla legge.

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