Pubblicato il 22 Settembre 2025
L’intervento della Polizia di Stato
La Polizia di Stato di Catania ha arrestato un 30enne di origini marocchine, già noto alle forze dell’ordine, accusato di aver picchiato la suocera e di aver maltrattato la moglie. L’episodio si è verificato nel quartiere San Cristoforo, dove una volante è intervenuta in piena notte a seguito di una segnalazione di aggressione.
All’arrivo, i poliziotti hanno trovato in strada una donna a terra, ferita e dolorante, con evidenti lesioni al volto e alla spalla. Immediatamente è stato richiesto l’intervento del 118, che ha trasferito la vittima in ospedale. I medici hanno giudicato le ferite guaribili in 8 giorni.
La ricostruzione dei fatti
La donna ha raccontato agli agenti di essere stata aggredita dal genero mentre si trovava in casa insieme alla figlia e ai due nipotini. L’uomo, in evidente stato di ebbrezza, avrebbe rotto uno specchio e, con un frammento di vetro, l’avrebbe colpita al volto e alla spalla. Prima dell’aggressione, avrebbe anche urlato: “oggi qualcuno muore”.
La moglie, incinta e con un bambino in braccio, ha confermato la versione della madre spiegando di aver tentato, invano, di calmare il marito, permettendo così alla madre di cercare di fuggire. Nonostante ciò, l’uomo avrebbe continuato ad aggredire la suocera, arrivando persino ad afferrarla per i capelli.
La fuga e l’arresto
Le urla hanno attirato l’attenzione di una vicina, che ha riferito di aver visto un uomo fuggire dall’abitazione. La descrizione fornita coincideva con quella del marito, poi rintracciato in via Plebiscito da un’altra volante.
Il 30enne è stato quindi portato in Questura per l’identificazione. Dalle verifiche è emerso che l’uomo era già stato denunciato in passato per maltrattamenti nei confronti della moglie.
Le accuse
Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato per lesioni e denunciato per maltrattamenti in famiglia. Come previsto dalla legge, resta la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Informata la Procura, il 30enne è stato condotto nelle camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio direttissimo.

