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Catania, 47enne tenta di sfondare la porta di casa con un bastone, la polizia interviene e lo trova in possesso di un pugnale: denunciato

Pubblicato il 29 Novembre 2025

La segnalazione e l’intervento degli agenti

La Polizia di Stato ha denunciato un 47enne catanese, attualmente indagato per detenzione abusiva di armi e maltrattamenti in famiglia, con piena presunzione di innocenza garantita fino a eventuale sentenza definitiva.
L’intervento è scattato durante un servizio serale di pattugliamento, quando una donna ha chiamato il numero unico di emergenza riferendo di essersi barricata in casa dopo una lite con il marito.

Le dichiarazioni della donna

Secondo quanto raccontato alla sala operativa, l’uomo, rientrato a casa e trovando la porta chiusa, avrebbe minacciato di sfondarla con un bastone di legno.
Gli agenti, una volta sul posto, hanno raccolto una prima ricostruzione della vicenda: la donna ha riferito di episodi frequenti di minacce e presunte aggressioni, sostenendo che il marito farebbe uso di alcol e sostanze stupefacenti che lo renderebbero particolarmente aggressivo.

L’episodio scatenante

Nel corso del racconto, la donna ha spiegato che la lite di quella sera sarebbe nata dalla richiesta di restituzione di oltre 500 euro prestati al marito. A quel punto l’uomo si sarebbe agitato, iniziando a urlare e insultarla.
Dopo questo episodio, la donna ha deciso di procedere con la denuncia.

Il ritrovamento del pugnale

Durante l’intervento, i poliziotti hanno rinvenuto nell’abitazione un pugnale con lama da circa 18 centimetri, che l’uomo avrebbe dichiarato di aver acquistato in un mercatino delle pulci.
L’arma è stata sequestrata e, non essendo stato comunicato il possesso alle autorità competenti, il 47enne è stato denunciato anche per detenzione abusiva di armi.

L’indagine prosegue

L’uomo, già noto per precedenti legati a reati contro il patrimonio e stupefacenti, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. La sua posizione sarà ora valutata nell’ambito dell’inchiesta, nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge per ogni persona indagata.

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