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Catania, 5 domande al sindaco Enrico Trantino sulla sicurezza della nostra città, questione non più rinviabile

Pubblicato il 1 Giugno 2025

Gennaro Giacobbe

Dopo l’ultimo gravissimo fatto di sangue che ha portato alla morte del povero Santo Re, ucciso da un immigrato irregolare che aveva già commesso più reati, la questione sicurezza a Catania è ormai sotto gli occhi di tutti, come non più rinviabile. Almeno, non penso di essere il solo, a considerala tale.

Badate bene, non c’è, da parte di chi scrive, alcuna tesi politica da proteggere o polemica ad personam da scatenare, ben consapevole che le questioni in gioco sono molto complesse e, quindi, prevedono soluzioni per niente facili. Ma qualcosa bisogna fare, ognuno per la propria parte e, quindi, noi tentiamo di fare la nostra. Nell’unico modo che sappiamo fare, facendo domande, nella speranza di essere d’aiuto allo sviluppo di un dibattito costruttivo, in città, che veda uniti tutti, tutti, destra, sinistra, centro, chi governa, opposizioni, chi ha ruoli di responsabilità, semplici cittadini come me, per un bene essenziale e superiore come la sicurezza nostra e dei nostri figli. Non credo di essere l’unico papà che, quando i figli escono di sabato sera e vanno in centro, sto in pensiero…

Quindi, questo articolo si completerà, e verrà ripubblicato, con le risposte che il sindaco Enrico Trantino vorrà darci. Copieremo e incolleremo le sue risposte sotto le domande. Altrimenti, resterà così, solo domande…

Sindaco lei ha scritto: “Da parte mia sto provando a imbastire alcune proposte da sottoporre al Presidente del Consiglio. Non sono ancora convinto della loro praticabilità avendo la possibilità di esaminarle dal punto di vista di chi ha esperienza in campo giuridico”.

1. Ci può dire quali sono queste proposte?

Lei ha scritto: “Nessuno parli più di militari; cosa dovrebbero fare, visto che non hanno neanche poteri di Polizia Giudiziaria?”

2. Che fine ha fatto l’Operazione ‘Strade sicure’? Mi risulta che Catania sia ancora inserita nel programma. Quanti sono i militari attivi nella nostra città? Chiederà un rafforzamento al governo?

A proposito dei militari impegnati in ‘Strade Sicure’, cito Ansa: “Il personale in questione, agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere alla identificazione di persone e mezzi di trasporto, anche al fine di prevenire o impedire comportamenti che mettano in pericolo l’incolumità delle persone o la sicurezza dei luoghi vigilati”.
L’operazione, quindi, “consente il potenziamento delle attività di prevenzione e controllo ed il maggiore contrasto ai fenomeni delittuosi nel nostro territorio”.

3. Perché lei dice che non servirebbero i militari?

Lei scrive: “In secondo luogo ci confronteremo con il nuovo Prefetto e con le Forze di Polizia nei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza, per rimodulare la strategia sul controllo del territorio”.

Come rimodulare la strategia sul controllo del territorio? Ci può anticipare qualcosa?

A Napoli, stanno sperimentando l’istituzione delle ‘Zone Rosse’; si tratta – e cito ancora Ansa – delle aree considerate più a rischio di proliferazione di forme di illegalità diffusa o di criminalità. In queste zone rosse il prefetto adotterà un provvedimento contingibile e urgente, a tempo, di divieto di stazionamento ai soggetti che assumono atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti – determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree – e risultino già destinatari di segnalazioni all’autorità giudiziaria per reati in materia di stupefacenti, reati contro la persona, reati predatori, invasioni di terreni o edifici, detenzione abusiva di armi, porto abusivo di armi, porto di armi e/o oggetti atti a offendere”.

5. Pensa che sia un provvedimento da prendere in considerazione anche per Catania?

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