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Milano

Catania, arrestato 43enne: viola il divieto di avvicinamento e minaccia l’ex per ottenere denaro

Pubblicato il 17 Luglio 2025

Si presenta sotto casa dell’ex per chiedere soldi e le danneggia l’auto

Un uomo di 43 anni, già sottoposto alla sorveglianza speciale e residente a Catania, è stato arrestato dalla Polizia di Stato per aver violato un provvedimento di divieto di avvicinamento nei confronti della sua ex compagna. L’uomo si è recato sotto casa della donna, nel quartiere Ognina, chiedendole con insistenza del denaro per acquistare droga.

Minacce e danneggiamento dopo il rifiuto

Al netto rifiuto della donna, il 43enne ha iniziato a minacciarla, dicendole che avrebbe danneggiato la sua auto. Poco dopo, ha tagliato una gomma del veicolo, rendendo necessario l’intervento della Polizia.

La donna, spaventata e in lacrime, ha allertato immediatamente le forze dell’ordine, raccontando di essere stata tormentata da ripetute telefonate e richieste di denaro durante tutta la serata.

Violazioni gravi e precedenti misure cautelari

Secondo quanto dichiarato dalla vittima, l’uomo sarebbe un consumatore abituale di sostanze stupefacenti. Dopo aver insistito al telefono, si è presentato alla porta della donna, urlando e pretendendo almeno 20 euro, passando infine alle minacce verbali.

Le verifiche condotte dagli agenti della Questura di Catania hanno confermato che il soggetto era già sottoposto a due misure:

  • Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex;
  • Sorveglianza speciale con l’obbligo di permanere nella propria abitazione nelle ore notturne.

Rintracciato e arrestato dalla Polizia

Dopo una breve ricerca, l’uomo è stato rintracciato nella sua abitazione e arrestato con le accuse di:

  • Violazione del divieto di avvicinamento;
  • Violazione degli obblighi della sorveglianza speciale;
  • Tentata estorsione.

Il Pubblico Ministero di turno, preso atto del grave quadro indiziario, ha disposto il trasferimento del 43enne nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Rimane valida la presunzione d’innocenza dell’indagato, fino a eventuale sentenza definitiva.

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