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Catania, blitz ‘Naumachia’, colpo al cuore del clan Santapaola-Ercolano: gli arrestati

Pubblicato il 10 Luglio 2025

Un’operazione di vasta portata colpisce al cuore il clan Santapaola-Ercolano

Trentotto arresti in una sola operazione: numeri che non si vedevano da tempo a Catania. Il maxi blitz antimafia, denominato ‘Naumachia‘, ha coinvolto oltre 150 Carabinieri del Comando provinciale etneo, con il supporto di diverse unità specializzate, in azione in dieci province italiane, da Catania a Palermo, passando per Napoli, Asti, Pavia e Siracusa.

Il provvedimento, firmato dal GIP del Tribunale di Catania su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato a 38 custodie cautelari in carcere (due gli irreperibili) e un arresto ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Le accuse e il contesto investigativo

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di droga, possesso e cessione di stupefacenti, porto illegale di armi da guerra, estorsione e ricettazione, il tutto aggravato dal metodo mafioso.

L’inchiesta, iniziata nell’ottobre 2020 e conclusa nel gennaio 2023, ha documentato le attività del clan Santapaola-Ercolano, con particolare attenzione alla fazione guidata dal gruppo Nizza, radicata nei quartieri San Giovanni Galermo, Librino, San Cristoforo, Castello Ursino e San Cosimo.

I nomi degli arrestati

1. Salvatore Andò, nato a Catania il 21.9.1992

2. Kevin Bonfiglio, nato a Catania il 2.12.1993

3. Mario Maurizio Calabretta, nato a Catania il 15.01.1988

4. Antonino Cocuzza, nato a Catania il 5.9.1974

5. Domenico Contarini, nato a Catania l’11.7.1971

6. Giovanni Costanzo, nato a Catania il 25.7.1994

7. Angelo Cutugno, nato a Catania il 6.11.1993

8. Paolo Giuseppe Denaro, nato a Catania il 19.5.1994

9. Pierpaolo Gianluca Di Gaetano, nato a Catania il 29.6.1979

10. Orazio Finocchiaro, nato a Catania l’8.11.1972

11. Michele Fontanarosa, nato a Catania il 13.4.1957

12. Marco Gardali, nato a Catania il 6.6.1996

13. Andrea La Rosa, nato a Catania il 4.11.1989

14. Simone Lizzio, nato a Catania il 20.11.1998

15. Alessandro Lo Presti, nato a Catania il 21.2.1980

16. Francesco Magrì, nato a Catania il 20.12.1971

17. Giovanni Magrì, nato a Catania il 6.10.1994

18. Mario Marletta, nato a Catania il 5.1.1989

19. Giuseppe Mazzarelli, nato a Catania il 28.8.1995

20. Corrado Gabriel Muscarà, nato a Catania il 13.9.1996

21. Maria Rosaria Nicolosi, nata a Catania il 29.8.1977

22. Giovanni Nizza, nato a Catania il 18.11.1973

23. Natale Nizza, nato a Catania il 12.11.1996

24. Natale Dario Nizza, nato a Catania il 29.8.1993

25. Carmelo Christian Patanè, nato a Catania il 19.7.1994

26. Vincenzo Pino, nato a Catania il 2.10.1998

27. Giovanni Pinto, nato a Catania il 29.10.1976

28. Francesco Platania, nato a Catania il 2.4.1968

29. Giovanni Privitera, nato a Catania il 17.12.1975

30. Giovanni Maria Privitera, nato a Catania il 7.8.1993

31. Antonino Raimondo, nato a Catania il 15.8.1973

32. Mario Russo, nato a Catania il 7.3.1972

33. Ivan Scavone, nato a Catania il 2.6.1994

34. Gabriele Agatino Strazzeri, nato a Catania il 30.9.1995

35. Antonino Trentuno, nato a Catania il 3.1.1994

36. Saverio Missale, nato a Catania il 30.6.1964 (destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari con controllo elettronico)

Giovanni Nizza e il comando dal carcere

Giovanni Nizza, già detenuto, è ritenuto il vertice carismatico del gruppo. Nonostante la detenzione, continuava a dirigere il clan tramite contatti con i sodali liberi, ricevendo aggiornamenti e impartendo ordini.

Nel tempo, alla guida del gruppo si sono avvicendati diversi elementi: Silvio Corra e Salvatore Scavone (entrambi oggi collaboratori di giustizia), seguiti da Natalino Nizza, figlio di Giovanni, affiancato da Rosario Lombardo, storico uomo d’onore del clan.

Il ruolo chiave della moglie del boss

Maria Rosaria Nicolosi, moglie di Giovanni Nizza e madre di Natalino, ha avuto un ruolo centrale: curava i collegamenti tra il marito detenuto e gli affiliati liberi, facilitava le comunicazioni tramite videochiamate e gestiva operazioni legate al traffico di droga. La sua figura emerge come fondamentale per mantenere unito e operativo il clan.

Durante le indagini sono stati effettuati ingenti sequestri di armi, tra cui:

  • 458 cartucce,
  • ordigni artigianali,
  • pistole e mitragliatori con silenziatori,
  • fucili a pompa e un fucile AK/47.

Sant’Agata e il controllo del territorio

Un altro elemento che emerge dall’inchiesta è l’attenzione del clan Nizza per le celebrazioni religiose. Durante la festa di Sant’Agata del 2022, uno stendardo con la scritta “Banana” – soprannome storico di Giovanni Nizza – è stato appeso a una candelora votiva. L’anno seguente, un bambino legato alla famiglia è stato immortalato durante la processione, seduto sulla stessa candelora.

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