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Catania capitale dell’accoglienza: la provincia con più residenti stranieri in Sicilia

Pubblicato il 22 Novembre 2025

Crescita, integrazione e prospettive future

Catania si conferma il cuore pulsante dell’accoglienza in Sicilia, grazie a un aumento significativo della popolazione straniera residente e a un impatto positivo che coinvolge demografia, economia e formazione. È quanto emerge dal Rapporto Immigrazione Caritas–Migrantes 2025, presentato al Seminario Interdiocesano “Regina Apostolorum”.

Secondo i dati Istat elaborati da Migrantes Messina, al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nella provincia etnea sono 37.692, con un incremento di 2.002 persone (+5,6%) rispetto all’anno precedente.
Il comune di Catania guida la classifica provinciale, ospitando 14.963 residenti stranieri, pari al 5% della popolazione cittadina.

Durante l’incontro, introdotto dai saluti del vicario generale don Vincenzo Branchina, sono intervenuti don Nuccio Puglisi, don Carlo Palazzolo, Manuela De Marco e don Santino Tornesi. Un momento di confronto che ha ricordato come dietro ogni percentuale ci siano storie che arricchiscono la vita sociale, culturale ed economica del territorio.

Le altre province siciliane: Ragusa prima per incidenza

L’aumento dei residenti stranieri riguarda l’intera Sicilia. Dopo Catania, si collocano:

  • Palermo: 36.702 residenti (+5,0%), incidenza del 3,1%
  • Ragusa: 35.408 residenti (+7,2%) e incidenza regionale più alta (11%)
  • Messina: 29.313 residenti (+5,4%), incidenza del 4,9%
  • Trapani: 23.675 residenti (+7,5%), incidenza del 5,8%

La Sicilia e la controtendenza demografica

Il quadro regionale mostra 209.147 residenti stranieri, 12.228 in più rispetto al 2024 (+6,2%). Questo dato si oppone al trend generale: la popolazione siciliana continua a calare e perde quasi 18.000 residenti in un solo anno.

La presenza straniera, pari al 4,4% della popolazione, resta ben sotto la media nazionale (9,2%). Le comunità più numerose sono:

  • Rumeni: 45.348 (23%)
  • Tunisini: 24.747 (12,6%)
  • Marocchini: 15.000 (7,6%)

Catania e provincia: chi sono gli stranieri più presenti

In provincia

Le nazionalità principali (1° gennaio 2024) sono:

  • Romania: 3.552 residenti (24,3%)
  • Sri Lanka: 1.892 (10,2%)
  • Albania: 1.361 (7,2%)

Nel comune di Catania

La graduatoria cambia:

  • Sri Lanka: 2.480 (17,4%)
  • Romania: 1.962 (13,8%)
  • Bangladesh: 1.495 (10,5%)
  • Mauritius: 970 (6,8%)
  • Senegal: 952 (6,7%)

Lavoro e imprenditoria: un motore ancora sottovalutato

In Sicilia, 75.000 lavoratori stranieri rappresentano il 5,1% degli occupati. Il loro contributo è essenziale, ma spesso non pienamente valorizzato:

  • Tasso di attività: 58,6% (più alto dei siciliani)
  • Disoccupazione: 14,2%
  • Quasi la metà (49,3%) è impiegata in lavori non qualificati
  • Agricoltura: 30,3%
  • Lavoro domestico: 18,5%
  • Il 25,4% svolge un lavoro inferiore al proprio livello di istruzione

Sul fronte imprenditoriale, 30.852 imprese guidate da persone nate all’estero testimoniano un forte spirito d’iniziativa. In crescita comunità come marocchina, tedesca, bangladese, cinese e tunisina.
Significativi anche i 291 milioni di euro inviati nel 2024 ai Paesi d’origine: un flusso che sostiene intere famiglie e contribuisce allo sviluppo internazionale.

Scuola: una Sicilia che cresce insieme

Nell’anno scolastico 2023/2024 gli studenti con cittadinanza non italiana sono 29.971, con oltre 1.000 nuovi iscritti. Di questi, 15.887 sono nati in Italia.

Provenienza:

  • Africa: 38%
  • Europa: 37,5%
  • Asia: quasi 20%

I percorsi scelti alle superiori mostrano aspettative elevate:

  • Licei: 38,8%
  • Tecnici: 36,5%
  • Professionali: 24,8%

A Catania si registrano 5.291 studenti stranieri, pari al 3,3% della popolazione scolastica, un dato inferiore alla media nazionale ma in crescita costante.

Dichiarazioni

Don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas diocesana

Sottolinea l’impegno comune tra Caritas e Migrantes per promuovere accoglienza e solidarietà, ricordando che spesso la vera difficoltà non sta nell’arrivo dei migranti, ma nell’incapacità di accogliere da parte della comunità ospitante.

Don Santino Tornesi, direttore regionale per le Migrazioni

Evidenzia il valore del Rapporto come strumento di analisi, con l’obiettivo di superare le narrazioni emergenziali e riconoscere il contributo delle comunità straniere alla vita sociale ed economica.

Don Carlo Palazzolo, direttore dell’Ufficio per la pastorale dei migranti

Ribadisce come il Rapporto aiuti a comprendere che i giovani di origine straniera partecipano attivamente alla costruzione del Paese, e non sono solo destinatari di assistenza.

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