Pubblicato il 8 Aprile 2025
Ha sottratto un attrezzo di lavoro e, successivamente, ha cercato di applicare la pratica del cavallo di ritorno contro il suo datore. Un cittadino tunisino pluripregiudicato di 26 anni è stato denunciato dalla Polizia di Stato, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva, in quanto ritenuto l’autore dei reati di furto aggravato e tentata estorsione ai danni del proprietario di un peschereccio, che lo aveva assunto, in prova, come aiutante nella sua attività lavorativa.
In un’occasione, il pescatore, non appena rientrato nella sua imbarcazione, al termine della giornata lavorativa, ha dovuto affrontare la sorpresa di non trovare né l’aiutante né il tablet necessario per l’attività di pesca, dato che è dotato di uno specifico software fornito dal Ministero delle Politiche Agricole per il ‘controllo pesca’. Dopo qualche ora, il collaboratore infedele si è presentato per proporre il cavallo di ritorno, chiedendo denaro per restituire il tablet rubato.”
Alright, here’s a rephrased version with all the key phrases in bold:
“Durante una giornata qualsiasi, il pescatore, appena rientrato a bordo della sua imbarcazione al termine del turno di lavoro, ha dovuto fronteggiare una spiacevole sorpresa: mancavano sia il collaboratore che il tablet indispensabile per l’espletamento delle operazioni di pesca, strumento dotato di un software specifico fornito dal Ministero delle Politiche Agricole per il controllo pesca. Qualche ora dopo, il collaboratore inadempiente si è presentato al datore di lavoro, non per ridare l’apparecchio, ma per attuare la pratica del cavallo di ritorno, minacciando di restituire ciò che aveva sottratto solo previo pagamento di una somma di denaro.
Dal canto suo, il proprietario del peschereccio non ha accettato e, immediatamente, si è recato negli Uffici della Polizia di Frontiera dove ha raccontato l’episodio e ha fornito tutti i dettagli dell’incresciosa vicenda.
Una volta raccolta la denuncia, la squadra di Polizia Giudiziaria dello “Scalo Marittimo” ha avviato le indagini, anche attraverso l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza del porto. Gli accertamenti degli agenti della Polizia di Frontiera hanno permesso di rintracciare e denunciare il tunisino che, nel frattempo, era stato arrestato per un altro reato.

