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Catania, chiedono ‘cavallo di ritorno’ per escavatore rubato ma, alla consegna del denaro, trovano i carabinieri

Pubblicato il 29 Agosto 2024

In data 8 agosto, a seguito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siracusa, del Nucleo Operativo della Compagnia di Augusta e della Compagnia di Paternò hanno arrestato GIUFFRIDA Sebastiano (classe ’72), ed eseguito il fermo disposto dal Pubblico Ministero di CORIOLANO Marco Isaia (classe ’94) e MOLINO Santo (classe ’80),

In ordine a plurimi episodi delittuosi di estorsione, aggravata dall’aver perpetrato il reato in più persone riunite e contro un soggetto ultrasessantacinquenne, commessi ad Acireale e Paternò nel mese di luglio e nei primi giorni del mese di agosto.

Le indagini, coordinate dalla Procura ed eseguite in una fase iniziale dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Augusta, hanno permesso di acquisire, allo stato degli atti e in relazione ad una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, elementi indiziari che dimostrerebbero il coinvolgimento degli indagati in due gravi episodi di azioni predatorie commesse in danno del titolare di un’azienda agricola nonché del padre dello stesso.

La ricostruzione dei carabinieri

Le attività investigative, hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti, sin dall’inizio, dalla fase in cui veniva inizialmente prospettato alle persone offese di pagare la somma di € 6.000, pena la mancata restituzione di beni (un escavatore e una trincia di uso agricolo), in precedenza alle stesse sottratti, in data 25 luglio 2024, in una delle loro proprietà (nel territorio di Augusta, c.da Loco Grande), con l’ulteriore condizione di impiegare l’escavatore per compiere un furto con la tecnica della spaccata, per poi accordarsi sulla somma di € 2.500, per la restituzione dell’escavatore (poi in effetti restituito) e per una somma pari ad € 1.200 per la riconsegna della trincia.

La denuncia e l’arresto a Sferro durante il pagamento

Dopo che i derubati si sono rivolti ai carabinieri informandoli delle ‘richieste’ estorsive, i militari dell’Arma hanno predisposto un servizio di controllo della fase della consegna del secondo rateo della somma richiesta per il recupero delle macchine agricole, culminato con l’arresto, a Sferro, frazione del comune di Paternò, del soggetto colto in possesso delle banconote consegnate dalle vittime e il contestuale fermo nei confronti degli altri due complici.

Il Giudice per le indagini preliminari, in considerazione della gravità del quadro indiziario, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del fascicolo d’indagine, ha disposto, nei confronti di tutti gli indagati, la custodia cautelare in carcere.