Pubblicato il 12 Novembre 2025
Esecuzione dei provvedimenti restrittivi
Nei giorni scorsi, la polizia ha dato esecuzione a cinque provvedimenti restrittivi emessi dall’Ufficio esecuzioni della Procura generale di Catania, a seguito di sentenze passate in giudicato. I destinatari, tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione ai fini di spaccio, dovranno scontare pene definitive comprese tra 7 anni e 2 mesi e 14 anni di reclusione.
Quattro dei condannati, residenti nella zona del commissariato di Acireale, si sono presentati spontaneamente presso istituti di detenzione da loro scelti, consapevoli dell’imminente esecuzione della pena. In particolare, padre e figlio con un loro parente si sono costituiti in un carcere in Toscana dopo essersi spostati dal territorio acese. Un altro condannato, inizialmente irreperibile, si è successivamente presentato volontariamente in un carcere della Calabria, mentre il quinto soggetto ha ricevuto la notifica mentre era già ristretto per altra causa.
Indagini e contesto temporale
Le condanne si riferiscono a fatti commessi ad Acireale tra gennaio 2003 e maggio 2004. Le indagini, avviate dalla Procura Distrettuale di Catania nel 2003, hanno unito due filoni investigativi paralleli sviluppati dalla squadra mobile di Catania e dal commissariato di Acireale, documentati con un’informativa del 2007. L’operazione è la prosecuzione dell’attività denominata “Euroracket”, avviata nel 2000.
Collegamento al clan Santapaola
I cinque condannati erano tutti legati al clan Santapaola, attivo nella zona acese, e non avevano subito custodia cautelare durante le indagini preliminari. Le intercettazioni ambientali hanno evidenziato come il traffico di droga rappresentasse una delle principali fonti di finanziamento del clan.
Episodio chiave dell’inchiesta
Un episodio significativo risale al 1° marzo 2004, quando due dei condannati furono arrestati dagli agenti del commissariato di Acireale e della squadra mobile di Catania agli imbarcaderi di Messina, trovati in possesso di quasi 200 grammi di cocaina. Questo episodio ha rappresentato uno dei momenti chiave delle indagini che hanno portato alle condanne odierne.

