Pubblicato il 1 Aprile 2026
Protesta in aula dopo lo sgombero
La seduta del Consiglio comunale di ieri sera è stata bruscamente sospesa in seguito all’arrivo di un gruppo di attivisti collegati alla palestra Lupo, sgomberata nelle prime ore del mattino.
I manifestanti si erano inizialmente radunati in piazza Duomo, dove era stato predisposto un presidio delle forze dell’ordine davanti al municipio. Successivamente, una delegazione composta da circa quaranta persone è riuscita a entrare a Palazzo degli Elefanti, con l’intento di leggere un documento indirizzato al sindaco Enrico Trantino, assente in aula.
Durante l’ingresso degli attivisti, il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, ha deciso di sospendere temporaneamente i lavori. Tuttavia, a causa dei momenti di tensione che ne sono seguiti, la seduta è stata definitivamente interrotta.
La protesta continua in piazza
Al termine della seduta, gli attivisti sono tornati in piazza, dove hanno proseguito la manifestazione contro lo sgombero e contro il progetto di riqualificazione previsto per l’area.
Il piano urbanistico prevede la realizzazione di una nuova piazza con spazi verdi e percorsi pedonali, un intervento che i manifestanti contestano apertamente.
Le parole del sindaco Trantino
Il sindaco Enrico Trantino ha commentato quanto accaduto, sottolineando come alcuni esponenti del centro sociale abbiano impedito il regolare svolgimento del Consiglio comunale.
Ha inoltre criticato le posizioni di alcune forze politiche che hanno definito l’operazione uno “scippo” o un’“espropriazione” di uno spazio sociale, evidenziando invece la presenza, sui muri della struttura, di scritte violente e offensive contro le istituzioni e le forze dell’ordine.
“Aperti al dialogo, ma nel rispetto”
Il primo cittadino ha comunque dichiarato la propria disponibilità al confronto: “Se esiste la volontà di avere uno spazio fisico per un dibattito civile, siamo pronti a discuterne”.
Ha però posto un limite chiaro, aggiungendo che non sarà tollerata alcuna forma di incitamento all’odio, ribadendo che il dialogo deve basarsi su rispetto reciproco, delle persone, delle istituzioni e delle idee.

