Pubblicato il 20 Settembre 2025
Operazione congiunta delle forze dell’ordine
Nei giorni scorsi una task force coordinata dalla Polizia di Stato ha effettuato verifiche in due ristoranti del lungomare di Catania. L’operazione aveva l’obiettivo di accertare il rispetto delle norme in materia di igiene, sicurezza sul lavoro e regolarità dei rapporti contrattuali, oltre a controllare la genuinità dei prodotti alimentari offerti ai clienti.
All’attività hanno preso parte, oltre alla Polizia di Stato, anche Polizia Locale, Corpo Forestale, Ispettorato Territoriale del Lavoro, ASP di Catania con i suoi settori di igiene pubblica e veterinaria.
Le ispezioni, condotte nella zona di Ognina, hanno portato alla luce violazioni sia amministrative che penali, con multe complessive pari a circa 21.000 euro.
Primo locale: sospensione per lavoro nero e gravi carenze
Nel primo ristorante controllato, di tipo bar-ristorante, sono emerse irregolarità nei contratti di lavoro e carenze in materia di sicurezza, per un totale di 16.900 euro di sanzioni.
- Gli ispettori hanno trovato 4 lavoratori in nero su 8, con conseguente sospensione immediata dell’attività fino alla regolarizzazione. Per questa violazione sono state comminate multe per oltre 10.000 euro.
- Le dichiarazioni dei dipendenti, che si definivano “in prova”, non hanno convinto i verificatori, i quali hanno riscontrato indizi che dimostravano un impiego già stabile.
- Sul fronte sicurezza, sono state contestate attrezzature non a norma, estintori scaduti e assenza di kit di primo soccorso, per un totale di oltre 5.000 euro di sanzioni.
- L’ASP ha imposto lavori di manutenzione, come la sostituzione di piastrelle, tinteggiatura e rinnovamento degli spogliatoi.
- La Polizia Locale ha inoltre contestato la mancata autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico, sequestrando 10 tavoli, 24 sedie, 2 ombrelloni e 20 vasi di piante.
Secondo locale: frode in commercio e sanzioni
Il titolare del secondo ristorante è stato denunciato per frode in commercio (con presunzione di innocenza fino a condanna definitiva), poiché alcuni prodotti congelati venivano spacciati per freschi.
- Tra gli alimenti irregolari figuravano tonno, gamberi e scampi, venduti come freschi ma in realtà acquistati congelati o decongelati.
- I prezzi erano gonfiati: ad esempio, gamberi pagati 56 euro al chilo venivano rivenduti a 80 euro, mentre scampi pagati 22,50 euro venivano proposti a 70 euro al chilo.
- È stato inoltre riscontrato un caso di tonno “pinna gialla” venduto come “tonno rosso”, una tipologia più pregiata.
Il Corpo Forestale ha sequestrato 13 chili di telline prive di tracciabilità, successivamente reimmesse in mare perché ancora vive. Anche qui non sono mancate le multe: 1.500 euro per la violazione alimentare e 1.950 euro per la presenza di un lavoratore non regolarizzato.
Infine, la Polizia Locale ha contestato l’occupazione abusiva del suolo pubblico, perfino sulla rampa di accesso per disabili, e l’assenza della tabella oraria, con ulteriori 500 euro di sanzioni.
Esito dei controlli
Le ispezioni hanno evidenziato come le irregolarità riguardino non solo la sicurezza alimentare, ma anche la tutela dei lavoratori e il rispetto degli spazi pubblici.
Un locale ha subito la sospensione immediata per lavoro nero, mentre nell’altro il titolare è stato denunciato per frode commerciale.

