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Catania, controlli nei ristoranti: sanzioni per 18.500 euro dopo le verifiche della task force

Pubblicato il 4 Aprile 2026

Ispezioni coordinate e irregolarità diffuse

Irregolarità amministrative, violazioni sulla sicurezza sul lavoro e personale non in regola: è questo il bilancio di un’attività ispettiva condotta da una task force coordinata dalla Polizia di Stato in due ristoranti, uno situato nel centro cittadino e l’altro in via Messina.

Le sanzioni complessive elevate ammontano a 18.500 euro.

Un’operazione con più enti coinvolti

Ai controlli hanno partecipato diversi organismi: poliziotti della squadra volanti, Divisione Anticrimine e Polizia Amministrativa e Sociale, insieme ai Vigili del Fuoco, ai medici e tecnici dell’Asp di Catania (Dipartimento di prevenzione, servizio veterinario, Igiene pubblica e Spresal) e agli agenti della Polizia Locale – sezione annona.

L’operazione ha permesso di effettuare verifiche approfondite sotto diversi profili: sicurezza, igiene e regolarità amministrativa.

Un solo rilievo nel locale del centro

Nel ristorante situato nei pressi di piazza Currò, è stata accertata una sola violazione, relativa alla difformità dell’impianto acustico rispetto alla documentazione fonometrica.

Per questo motivo, la Polizia Locale ha applicato una sanzione di 1.000 euro.

Gravi criticità nel ristorante di via Messina

Ben più complessa la situazione riscontrata nel secondo locale, dove sono emerse numerose violazioni, soprattutto in materia di sicurezza sul lavoro e normativa antincendio.

Il titolare è stato sanzionato per mancanza dei precursori chimici per il controllo del tasso alcolemico e assenza della licenza fiscale per la vendita di alcolici.

Sicurezza sul lavoro e carenze strutturali

Gli ispettori dello Spresal hanno evidenziato diverse problematiche:

  • spazi di lavoro angusti e vie di circolazione non idonee
  • attrezzature prive di sistemi di protezione, tra cui un’impastatrice utilizzata senza dispositivi di sicurezza
  • irregolarità nell’impianto elettrico
  • presenza di materiale sanitario scaduto nella cassetta di pronto soccorso

Per tali violazioni, il datore di lavoro è stato colpito da sanzioni per 7.500 euro e deferito all’Autorità Giudiziaria, fermo restando il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Problemi antincendio e condizioni igieniche precarie

I Vigili del Fuoco hanno rilevato ostruzioni nelle vie di fuga, sia nelle aree destinate ai lavoratori sia negli spazi aperti al pubblico, oltre a:

  • scarsa ventilazione della cucina
  • assenza di illuminazione di emergenza

Parallelamente, i controlli sanitari hanno messo in luce condizioni igieniche carenti nei locali cucina, con ulteriori prescrizioni legate a difetti strutturali.

Lavoratore irregolare e provvedimenti

Durante le verifiche sul personale, è emersa la presenza di un dipendente privo di permesso di soggiorno valido, impiegato come lavapiatti.

Dagli accertamenti è risultato che il documento era scaduto da tempo e mai rinnovato, motivo per cui è stata avviata la procedura per l’espulsione.

Il titolare del ristorante è stato inoltre denunciato per impiego di manodopera irregolare, sempre nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

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