Pubblicato il 24 Febbraio 2026
L’appello di Politica Sociale Cristiana all’Amministrazione
Dopo gli anni segnati dal default finanziario che ha bloccato le casse del Comune di Catania, l’associazione Politica Sociale Cristiana chiede un segnale concreto a favore dei cittadini: ridurre le aliquote dei tributi locali.
L’istanza, di natura tecnica e politica, è stata trasmessa all’Amministrazione comunale dall’avvocato Nunzio Andrea Russo. Alla base della richiesta vi è una considerazione giuridica precisa: durante il periodo di dissesto, il Comune è stato obbligato per legge ad applicare le aliquote massime consentite per le imposte comunali.
Oggi, alla luce del percorso di risanamento avviato dall’ente, i vertici dell’associazione – il presidente Ernesto Calogero e il segretario Santo Primavera – ritengono che non vi siano più le condizioni per mantenere una pressione fiscale ai livelli emergenziali.
“Il risanamento si traduca in benefici reali”
Secondo quanto evidenziato nella nota diffusa dall’organizzazione, il riequilibrio dei conti pubblici deve produrre effetti tangibili per famiglie e imprese, e non limitarsi a un risultato formale nei bilanci.
Il documento predisposto dall’avvocato Russo concentra l’attenzione su due tributi considerati particolarmente gravosi: l’Imu e la Tari.
Imu e Tari al centro della richiesta
Per quanto riguarda l’Imu, l’applicazione dell’aliquota massima avrebbe inciso in maniera significativa sul patrimonio immobiliare e sulle attività produttive cittadine.
Anche la Tari, il tributo sui rifiuti, viene indicata come un peso rilevante per i contribuenti. L’associazione sottolinea come, a fronte di un servizio spesso oggetto di discussione, le tariffe continuino a incidere pesantemente sui bilanci domestici.
La richiesta ora è che l’Amministrazione comunale valuti un intervento di riduzione delle aliquote, trasformando il percorso di risanamento in un alleggerimento concreto per i cittadini catanesi.

