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Catania, magistrati sotto attacco mediatico: la difesa della giunta ANM

Pubblicato il 1 Giugno 2025

Le sentenze e il clamore mediatico

Due sentenze emesse dal Tribunale di Catania hanno assolto un professore universitario e un militare, entrambi accusati di violenza sessuale. Tuttavia, a seguito delle decisioni, i giudici coinvolti sono stati bersaglio di una dura campagna mediatica e le loro famiglie hanno subito un vero e proprio linciaggio.

La presa di posizione dell’ANM

A intervenire in difesa dei magistrati è la giunta esecutiva dell’Associazione nazionale magistrati (ANM), sezione di Catania, che, in una nota ufficiale, esprime forte disappunto per gli attacchi personali ricevuti. Secondo quanto dichiarato, tali attacchi non mirano a un confronto giuridico o critico legittimo, ma hanno il solo scopo di offendere e delegittimare i magistrati e le loro famiglie.

Il diritto di cronaca e i suoi limiti

Nel comunicato, l’ANM ribadisce che la stampa ha il diritto-dovere di esercitare la cronaca e la critica, fondamenta indispensabili in ogni democrazia. Tuttavia, questo diritto deve rispettare precisi limiti: verità dei fatti, continenza nei toni, rilevanza pubblica e proporzionalità.

Deplorevoli derive sui social network

Preoccupazione particolare è stata espressa per quanto avviene sui social, dove, secondo l’ANM, si assiste a una degenerazione del dibattito. Si va ben oltre la critica tecnica e severa, trasformando la discussione in vere e proprie “gogne mediatiche”, che finiscono per colpire anche i familiari dei giudici.

L’appello al rispetto delle istituzioni

In conclusione, la giunta dell’ANM di Catania condanna fermamente gli attacchi personali rivolti ai magistrati, sottolineando come queste azioni travalichino il legittimo esercizio del diritto di critica e siano mosse unicamente da intenti offensivi.

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