Pubblicato il 27 Febbraio 2025
La Polizia di Stato ha scoperto una nuova truffa messa a segno a Catania da una coppia di napoletani, un 37enne e una 36enne, entrambi individuati dopo la denuncia sporta dalla vittima, una catanese di 58 anni.
I due hanno contattato la donna sul suo cellulare attraverso una popolare app di messaggistica istantanea, fingendosi suo figlio, nel tentativo di ingannarla e sottrarle del denaro sfruttando la sua fiducia.
“Mamma ho perso il telefono, sono a fare la denuncia. Ti chiedo un favore: ho un pagamento urgente di 920 euro, puoi anticiparmeli?”, questo il testo inviato dai truffatori alla 58enne che, preoccupata per la richiesta del figlio, non ci ha pensato due volte e si è recata immediatamente in tabaccheria vicino casa per trasferire il denaro utilizzando il codice iban della carta prepagata indicata nel messaggio-truffa. Alla donna sono state fornite precise istruzioni su cosa fare, seguite alla lettera della malcapitata credendo che si trattasse davvero del figlio.
Solo quando è rientrata a casa, la donna è riuscita a mettersi in contatto con il figlio, scoprendo di essere stata raggirata senza, però, cadere nello sconforto. Infatti, la 58enne ha subito chiesto aiuto alla Polizia, recandosi al Commissariato di pubblica sicurezza “Borgo Ognina”.
I poliziotti hanno raccolto la denuncia della donna che ha ricostruito tutte le fasi della truffa, fornendo elementi utili alle indagini. Immediatamente, i poliziotti si sono messi sulle tracce dei truffatori, attraverso l’analisi del traffico telefonico e delle operazioni bancarie effettuate, riuscendo a risalire all’identità dei due responsabili campani, con alle spalle diversi precedenti penali per reati contro la persona ed il patrimonio.
È stato appurato come la coppia fosse specializzata proprio in questo genere di truffe che, mensilmente, assicuravano guadagni illeciti per diverse migliaia di euro.
Una volta individuati, i due truffatori sono stati denunciati per il reato di truffa e, adesso, rischiano una pena fino a cinque anni di reclusione, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
Per questo motivo, la Polizia di Stato raccomanda di prestare particolare attenzione ai messaggi provenienti da numeri sconosciuti con link e richieste soldi da parte di sedicenti parenti, verificando sempre l’effettiva identità del richiedente prima di effettuare pagamenti.

