Pubblicato il 13 Dicembre 2025
Donna costretta a pagare per la restituzione del mezzo
Una donna è stata minacciata e aggredita per essere costretta a versare del denaro in cambio della restituzione della bicicletta, rubata alcuni giorni prima. La vicenda si è conclusa con l’arresto di un uomo di 49 anni, originario di Catania, da parte della Polizia di Stato.
L’intervento della Polizia di Stato
A far scattare l’intervento sono stati gli agenti delle Volanti della Questura di Catania, allertati dalla richiesta di aiuto di una 30enne al numero unico di emergenza. La donna ha segnalato la presenza, davanti alla propria abitazione, dell’uomo che in precedenza le aveva sottratto la bicicletta.
La richiesta di denaro e le minacce
Dalle indagini è emerso che il 49enne si era presentato sotto casa della vittima pretendendo 250 euro per riconsegnarle la bici, del valore di circa 2.000 euro, mezzo indispensabile per i suoi spostamenti quotidiani e per recarsi al lavoro.
Un precedente episodio di estorsione
Non si trattava del primo episodio: nei giorni precedenti l’uomo avrebbe minacciato di morte la donna, riuscendo a ottenere 150 euro. Una condotta che ha aggravato ulteriormente la sua posizione.
L’aggressione fisica
Nel pomeriggio dei fatti, l’uomo si è ripresentato chiedendo altro denaro. Al rifiuto della giovane, l’avrebbe colpita con un pugno alla fronte, tirata per i capelli e morsa a un dito, provocandole lesioni. Spaventata e sotto shock, la donna ha quindi contattato la Polizia.
L’arresto e le cure alla vittima
All’arrivo degli agenti, la 30enne è stata trovata in lacrime, mentre l’uomo era ancora davanti al cancello di casa. Il 49enne è stato bloccato e condotto in ufficio, mentre la vittima è stata accompagnata al pronto soccorso per le cure del caso e successivamente ha formalizzato la denuncia.
Le decisioni dell’Autorità Giudiziaria
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per estorsione e lesioni personali, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a condanna definitiva. Dopo le procedure di fotosegnalamento presso la Polizia Scientifica, il Pubblico Ministero di turno ha disposto il trasferimento in carcere, in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice.

