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Catania, operazione della Digos: 4 misure cautelari dopo gli scontri del 22 settembre

Pubblicato il 1 Dicembre 2025

Ordinanze eseguite nelle prime ore della mattina

Nelle prime ore di oggi, 1 dicembre, su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza che impone l’obbligo di presentazione giornaliera alla polizia giudiziaria nei confronti di quattro persone: R.A. (2002), L.A. (2005), M.F. (1973) e F.M. (1986), tutti residenti nel capoluogo etneo.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP – ferma restando la presunzione di innocenza – i quattro sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro e con altri soggetti ancora da identificare, dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre che, per alcuni, di oltraggio, aggravati dalla partecipazione di più persone riunite, durante una manifestazione pubblica, con l’uso di corpi contundenti. Nel medesimo procedimento risultano indagate altre cinque persone.

Le indagini dopo gli scontri del 22 settembre

Il provvedimento trae origine da un’approfondita attività investigativa, coordinata dalla Procura e condotta dalla Digos di Catania-Sezione Antiterrorismo, a seguito dei gravi episodi avvenuti durante la manifestazione del 22 settembre scorso.

Quella mattina, nell’ambito di una mobilitazione nazionale, si era svolto un corteo autorizzato con circa 8.000 partecipanti, che aveva attraversato il centro storico per poi raggiungere il Porto di Catania. In prossimità dell’area portuale era stato predisposto un robusto dispositivo di ordine pubblico per prevenire il rischio di blocchi delle attività.

Al termine del tragitto autorizzato, mentre la maggior parte dei partecipanti si disperdeva, un gruppo riconducibile ai centri sociali locali ha tentato di avanzare oltre il presidio di sicurezza, entrando in contatto con le forze dell’ordine nei pressi della Capitaneria di Porto.

La fase più critica: scontri, feriti e minacce

Non riuscendo a forzare il primo cordone, circa 200 manifestanti si sono spostati su via Dusmet, occupando la carreggiata per diverse ore e paralizzando la circolazione.

Il momento più critico si è registrato all’ingresso del porto, lato faro Biscari: un gruppo di manifestanti, alcuni armati di aste e bastoni, ha tentato di sfondare il presidio delle forze dell’ordine. Durante l’attacco sono stati utilizzati oggetti contundenti, causando il ferimento di due funzionari di polizia, colpiti al volto e alla mano. Sono state rivolte anche gravi frasi minacciose e offensive contro gli operatori.

L’analisi dei filmati e l’identificazione dei responsabili

La Digos ha successivamente condotto una minuziosa analisi delle immagini registrate dalla Polizia Scientifica, isolando frame utili a identificare i responsabili delle condotte violente. Gli elementi raccolti hanno consentito alla Procura di richiedere e ottenere le misure cautelari.

Nell’ordinanza, il GIP sottolinea che gli indagati mostrano “una propensione alla violenza, anche approfittando di manifestazioni pacifiche”, forzando il percorso concordato e i presidi di sicurezza, ingaggiando scontri con le forze dell’ordine. Il giudice evidenzia inoltre l’intento dei soggetti di cercare il contatto violento con la polizia, rendendo più eclatante la propria partecipazione, a costo di mettere a rischio l’incolumità di otto operatori e pregiudicare l’adempimento dei loro doveri.

Notifica delle misure cautelari

I quattro destinatari del provvedimento sono stati raggiunti questa mattina dagli agenti della Digos per la notifica degli atti e il relativo fotosegnalamento.

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