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Catania, Operazione “Safe Zone”: maxi blitz della Polizia a San Berillo Vecchio

Pubblicato il 15 Dicembre 2025

Esecuzione di misure cautelari su disposizione della Procura Distrettuale

Su mandato della Procura Distrettuale della Repubblica presso il Tribunale di Catania, oltre 250 agenti della Polizia di Stato sono impegnati nell’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Catania.
Il provvedimento riguarda 36 cittadini stranieri di diverse nazionalità.

Per altri due indagati, il GIP ha disposto il divieto di dimora nel Comune di Catania e l’obbligo di permanenza domiciliare nella fascia oraria 20:00 – 06:00.

Indagini su spaccio e reati predatori nel quartiere San Berillo Vecchio

Le attività investigative, coordinate dalla Procura e condotte dalla Polizia di Stato – Squadra Mobile di Catania, con il supporto del Servizio Centrale Operativo e del Commissariato di P.S. “Centrale”, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, estorsione e ricettazione.

Una piazza di spaccio organizzata e operativa H24

Le indagini si sono concentrate su un’ampia area del quartiere San Berillo Vecchio, monitorata attraverso sistemi di videosorveglianza.
È stata documentata l’esistenza di una strutturata piazza di spaccio, gestita da un gruppo di soggetti extracomunitari di origine africana.

Secondo quanto emerso, gli indagati presidiavano costantemente le vie del quartiere, operando con un modus operandi collaudato: gli acquirenti venivano accompagnati o indirizzati in punti prestabiliti, dove avveniva la trattativa e la successiva cessione della droga. Le sostanze stupefacenti erano occultate in luoghi nascosti, come fessure nei muri, bidoni della spazzatura e tombini.

Migliaia di dosi vendute e coinvolgimento di fornitori locali

Durante il periodo di osservazione sono state documentate migliaia di cessioni di stupefacenti, tra cui cocaina, crack, marijuana e hashish.

Le indagini hanno inoltre rivelato l’esistenza di un secondo livello organizzativo, composto da fornitori locali, che garantivano rifornimenti rapidi direttamente sui luoghi di spaccio, assicurando la continuità dell’attività illecita.

Arresti, denunce e sequestri

Nel corso dell’inchiesta sono stati arrestati in flagranza ulteriori 16 soggetti per detenzione ai fini di spaccio, mentre 12 persone sono state denunciate a piede libero per lo stesso reato.

Sono stati inoltre sequestrati diversi chilogrammi di droga e recuperate centinaia di dosi di cocaina, crack, marijuana e hashish.

Rapine, estorsioni e ricettazione

Ad alcuni indagati vengono contestati anche i reati di rapina ed estorsione. In un episodio specifico, una vittima sarebbe stata ridotta in stato di incapacità dopo l’assunzione di droga, per poi subire il furto di cellulare e portafoglio.
Successivamente, per riottenere il telefono, la persona offesa sarebbe stata costretta a versare 320 euro.

Le immagini raccolte durante le indagini hanno inoltre evidenziato che alcuni soggetti utilizzavano motoveicoli rubati, circostanza che ha portato alla contestazione del reato di ricettazione.

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