Pubblicato il 16 Gennaio 2026
Un’iniziativa dell’Arcidiocesi di Catania per il riscatto sociale e lavorativo
Il progetto “Senza Catene”, opera segno del Giubileo 2025 dell’Arcidiocesi di Catania, rappresenta un’importante esperienza di recupero e reinserimento lavorativo e sociale rivolta a persone detenute ed ex detenute. Realizzato in sinergia con Caritas diocesana e Servizio di Pastorale Carceraria, il progetto nasce con l’obiettivo di offrire una seconda possibilità concreta a chi ha vissuto l’esperienza del carcere, favorendo percorsi di autonomia, dignità e integrazione nella comunità.
Grazie a una mobilitazione diffusa del territorio, “Senza Catene” ha potuto contare su una raccolta fondi superiore ai 50mila euro, provenienti da parrocchie, scuole, associazioni, aziende, confraternite, club service, privati cittadini e organismi diocesani. Un impegno corale che ha già prodotto risultati significativi e che continuerà a generare nuove opportunità.
Tirocini e formazione: il lavoro come strumento di rinascita
Nel corso del 2025 sono stati attivati tirocini di inclusione lavorativa per tre adulti ex detenuti della Casa Circondariale di Piazza Lanza, con un investimento complessivo di circa 10mila euro. Questi percorsi hanno consentito ai beneficiari di acquisire competenze professionali spendibili, favorendo il recupero di un ruolo attivo nella società e contrastando il rischio di emarginazione.
Accanto a queste azioni, il progetto ha sostenuto anche i più giovani: presso l’Istituto Penale per Minorenni di Bicocca è stato attivato un servizio di accompagnamento per studio e lavoro, per un valore di circa 11mila euro. I minori coinvolti stanno seguendo percorsi universitari, scolastici e di formazione professionale, oltre a svolgere attività lavorative che permettono loro di mantenere un legame positivo con il mondo esterno.
Risposte concrete ai bisogni immediati dei detenuti
Tra gli interventi più urgenti rientra anche l’acquisto di beni di prima necessità: il progetto ha infatti donato oltre cento coperte ignifughe alla Casa Circondariale di Bicocca, rispondendo a bisogni essenziali e migliorando le condizioni di vita all’interno dell’istituto.
Uno sguardo al futuro: continuità e ampliamento nel 2026
Il cammino di “Senza Catene” proseguirà anche nel 2026, con l’intento di rafforzare e ampliare le iniziative già avviate. Tra gli obiettivi futuri figurano l’attivazione di nuove borse lavoro, ulteriori tirocini formativi presso aziende del territorio, il sostegno continuativo alla formazione e la possibilità di inserimenti lavorativi all’interno di organismi diocesani e strutture ecclesiali.
Una visione fondata su misericordia e speranza
Alla base del progetto vi è una convinzione forte: il reato non può definire per sempre l’identità di una persona. “Senza Catene” interpreta il ruolo della comunità cristiana come testimone di misericordia, accoglienza e speranza, promuovendo una cultura che guarda al cambiamento e alla responsabilità condivisa.
In questa prospettiva, il progetto si configura come un vero investimento nel futuro, capace di contribuire alla costruzione di una società più giusta, inclusiva e solidale, in cui nessuno venga lasciato indietro.

