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Genova, agenti della squadra mobile in azione.

Catania, rapina aggravata a un grossista di oreficeria: due arresti eseguiti dalla Polizia

Pubblicato il 16 Gennaio 2026

Operazione della Squadra Mobile su disposizione del Tribunale

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due uomini, ritenuti gravemente indiziati del reato di rapina aggravata, commessa in concorso.
Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Catania ed eseguito dagli agenti della Squadra Mobile della Questura etnea.

I soggetti destinatari del provvedimento

L’ordinanza riguarda:

  • M. F. A., nato nel 1981
  • N. S. A., nato nel 1973

Secondo l’impianto accusatorio accolto dal giudice per le indagini preliminari, sussistono gravi indizi di colpevolezza, fermo restando il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

La rapina ai danni di un grossista di oreficeria

L’attività investigativa trae origine da una rapina consumata a Catania ai danni di un grossista di oro proveniente dal Veneto, giunto in città per mostrare un campionario di preziosi ad alcuni clienti abituali.

Mentre la vittima stava rientrando a piedi verso la propria autovettura, veniva avvicinata da due soggetti con il volto coperto da caschi, anch’essi appiedati. I malviventi lo aggredivano con violenza nel tentativo di sottrargli lo zaino, al cui interno si trovava il campionario di oreficeria, del valore stimato di circa 197.000 euro.

Di fronte alla resistenza opposta dal grossista, uno degli aggressori simulava il possesso di un’arma da fuoco, facendo un gesto inequivocabile verso la tasca del giubbotto. Tale minaccia induceva la vittima, temendo per la propria incolumità, a cedere.

Le indagini e l’individuazione dei responsabili

Le immediate e mirate attività investigative condotte dal personale della Squadra Antirapina della Squadra Mobile si sono basate soprattutto sull’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti negli esercizi commerciali della zona.

Grazie a questi riscontri, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dei fatti e attribuire la responsabilità della rapina ai due indagati.

Custodia cautelare in carcere

Alla luce degli elementi raccolti, il Giudice per le indagini preliminari, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero titolare del fascicolo, ha disposto per entrambi gli indagati la misura cautelare della custodia in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze previste dalla legge.

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