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Catania, sequestrati oltre 120mila articoli di Carnevale e cosmetici non a norma

Pubblicato il 5 Febbraio 2026

Maxi operazione della Guardia di Finanza a Misterbianco

Oltre 120.000 prodotti tra articoli di Carnevale, giocattoli e cosmetici destinati ai bambini sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Catania perché risultati non conformi alle normative vigenti e potenzialmente pericolosi per la salute.

L’intervento rientra nelle attività di controllo messe in campo dal Comando Provinciale etneo per contrastare gli illeciti nel settore della sicurezza dei prodotti. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno individuato la merce irregolare all’interno di un punto vendita e in due depositi riconducibili a un esercizio commerciale di Misterbianco, gestito da una cittadina di nazionalità cinese, già oggetto di verifica fiscale.

Etichette irregolari e assenza della marcatura CE

Durante la catalogazione della merce sono emerse numerose irregolarità. I prodotti – tra cui smalti, rossetti, ombretti, maschere e giocattoli – erano in gran parte privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo.

In particolare mancavano:

  • informazioni su luogo di origine e produttore o importatore
  • istruzioni e precauzioni d’uso
  • indicazioni chiare sulla destinazione del prodotto

In molti casi le confezioni riportavano etichette standard identiche tra loro, applicate indistintamente a prodotti diversi e prive di avvertenze relative alla possibile presenza di sostanze pericolose.

Diversi articoli erano inoltre sprovvisti della marcatura CE, obbligatoria per attestare la conformità ai requisiti europei in materia di sicurezza, salute e tutela ambientale.

Segnalazione alla Camera di Commercio

Tutti gli oltre 120mila articoli sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, mentre il rappresentante legale dell’impresa è stato segnalato alla Camera di Commercio per l’applicazione delle sanzioni previste.

Rischi per la salute e concorrenza sleale

L’assenza di informazioni chiare su provenienza e composizione dei prodotti non rappresenta soltanto una violazione amministrativa, ma costituisce anche un concreto rischio per i consumatori, soprattutto quando si tratta di articoli destinati ai più piccoli.

Secondo quanto evidenziato dalle Fiamme Gialle, la mancanza di tracciabilità può nascondere l’impiego di materie prime di scarsa qualità o potenzialmente nocive, non conformi agli standard europei e nazionali.

Oltre al pericolo per la salute pubblica, simili pratiche determinano anche una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese che operano nel rispetto delle regole, alterando il corretto funzionamento del mercato.

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