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Catania, troppi pregiudicati, sospese due attività: chiusi un chiosco e un centro scommesse

Pubblicato il 23 Agosto 2025

I controlli della Polizia di Stato

La Polizia di Stato di Catania ha disposto la sospensione per 7 giorni delle attività di un chiosco-bar in viale Mario Rapisardi e di un centro scommesse in via Giovanni da Verrazzano. Secondo quanto emerso dai ripetuti controlli di sicurezza pubblica, entrambi i locali erano diventati un abituale punto di ritrovo per soggetti con precedenti penali.

I provvedimenti sono stati emessi dal Questore di Catania, in applicazione dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS), e notificati dagli agenti delle volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.

Il chiosco di viale Mario Rapisardi

Le verifiche hanno evidenziato che il chiosco-bar fosse frequentato da pregiudicati per reati gravi come associazione per delinquere, porto abusivo di armi, furto, rapina, truffe ai danni dello Stato e spaccio di stupefacenti.
La presenza di tali soggetti non era occasionale, ma costante, configurando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica.

In un episodio specifico, i poliziotti hanno trovato cinque uomini, tutti con precedenti, intenti a parlare riservatamente davanti al bancone. Dalle verifiche sono emersi reati di associazione mafiosa, ricettazione, evasione, sequestro di persona a scopo di estorsione e favoreggiamento.

Il centro scommesse di via Verrazzano

Situazione analoga è stata riscontrata nel centro scommesse, dove i controlli hanno accertato la frequenza abituale di clienti con precedenti per estorsione, gioco d’azzardo illecito, atti osceni, violenza sessuale, detenzione di droga e lesioni personali.

La decisione del Questore

Alla luce delle risultanze investigative, la Divisione Polizia Amministrativa e Sociale ha concluso l’istruttoria disponendo la chiusura temporanea con apposizione dei sigilli per 7 giorni.
Il provvedimento rientra nelle misure previste dall’art. 100 TULPS, che consente la sospensione delle attività commerciali considerate un ritrovo abituale di persone pericolose, al fine di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Un segnale di legalità

La normativa, spiegano le autorità, rappresenta una tutela per le attività economiche che operano nel rispetto delle regole, e allo stesso tempo un deterrente per i soggetti ritenuti socialmente pericolosi, che vedono limitata la possibilità di ritrovarsi in luoghi pubblici sotto osservazione delle forze dell’ordine.

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