Pubblicato il 15 Gennaio 2026
Dopo due anni di attesa, Chiara Ferragni torna a parlare pubblicamente della vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta, affidando ai social un messaggio diretto rivolto ai suoi follower.
La chiusura del procedimento giudiziario
«Il procedimento a mio carico si è concluso con un proscioglimento». È da qui che parte il lungo post pubblicato su Instagram dall’imprenditrice digitale. Ferragni sottolinea come il giudice abbia stabilito che non esistevano nemmeno le basi per avviare un processo penale, chiarendo in modo definitivo la sua posizione sul piano giudiziario.
Una precisazione che l’influencer definisce tecnica ma fondamentale, perché mette un punto fermo su una vicenda diventata di dominio pubblico e che per molto tempo ha alimentato discussioni e polemiche.
Due anni vissuti sotto giudizio
Ferragni descrive il periodo appena concluso come estremamente complesso, non per dubbi personali, ma per la difficoltà di vivere sotto osservazione continua senza la possibilità di spiegarsi. «Essere giudicata costantemente, restare in silenzio e non potersi difendere pubblicamente è stato un banco di prova profondo», racconta.
Ribadisce però di essersi sempre assunta la responsabilità per quanto riguardava la pubblicità ritenuta ingannevole, riconoscendo l’errore e intervenendo di conseguenza: «Ho pagato, ho corretto e ho chiesto scusa».
Chiarezza su compensi e accuse
Nel messaggio, Ferragni entra anche nel merito delle accuse, spiegando che i suoi compensi erano fissi e non legati alle vendite, e che non avrebbe avuto alcun vantaggio, né economico né professionale, nel trarre in inganno il pubblico. Da qui la distinzione netta tra un errore amministrativo e un reato penale, due piani che – sottolinea – non sono mai coincisi.
Secondo l’imprenditrice, la decisione del giudice non rappresenta una soluzione ambigua: non si tratta di una “assoluzione a metà”, ma della constatazione che quel processo non avrebbe mai dovuto arrivare fino a quel punto.
«Non festeggio, chiudo un capitolo»
Ferragni evidenzia come il verdetto non dica “non sappiamo cosa sia successo”, ma piuttosto che non c’erano i presupposti per procedere penalmente. Una consapevolezza maturata senza rabbia, ma con lucidità, dopo aver affrontato tutto senza sottrarsi, rispettando la giustizia e accettando anche il silenzio nei momenti più difficili.
Il messaggio si chiude con parole che segnano una svolta personale: «Non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo». Una frase che suggella la fine di un periodo complesso e l’inizio di una nuova fase.

