Pubblicato il 2 Febbraio 2026
La fascia di sicurezza e la tutela dei cittadini
Al momento, la fascia di sicurezza di 150 metri, individuata in via precauzionale, rappresenta una garanzia fondamentale per l’incolumità dei cittadini. L’obiettivo prioritario, infatti, è mantenere la popolazione al sicuro, mentre proseguono le verifiche tecniche sull’evoluzione del movimento franoso.
All’interno di quest’area si trovano abitazioni con destini differenti: alcune potranno essere restituite ai proprietari dopo un controllo accurato della frana, altre invece non saranno più utilizzabili e quindi non potranno tornare agibili.
Lo scenario futuro secondo la Protezione Civile
A delineare le prospettive è stato Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, intervenuto a RTL 102.5 durante la trasmissione Non Stop News, parlando della frana di Niscemi e del livello di rischio.
Secondo Ciciliano, con la stabilizzazione della frana e un’analisi dettagliata del sottosuolo, la fascia di sicurezza potrà essere in parte restituita ai cittadini. Diverso il destino delle abitazioni direttamente coinvolte dal fronte franoso, che dovranno essere demolite o rischiano di crollare.
Riapertura delle scuole e gestione dell’emergenza
Sul fronte scolastico, il Capo della Protezione Civile ha spiegato che oggi riaprono le scuole non situate in zona rossa. Il ritardo nella ripresa delle lezioni è stato causato da motivi di sicurezza legati all’evento del 25 gennaio, quando, a seguito della frana, si è resa necessaria la chiusura temporanea dell’intera rete del gas cittadina.
Una volta ripristinata la fornitura, gli ultimi giorni sono stati utilizzati per riorganizzare la distribuzione degli studenti, consentendo a quelli provenienti dagli istituti inagibili di essere accolti in nuovi edifici scolastici, garantendo così continuità didattica e sicurezza.

