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Ciclone Harry, Sud Italia in ginocchio, imprese colpite e rimborsi a rischio: “Non copertura per mareggiate”

Pubblicato il 26 Gennaio 2026

Danni estesi a porti, stabilimenti e attività produttive

Il ciclone Harry ha colpito duramente le Regioni del Sud Italia, causando gravi devastazioni a porti, stabilimenti balneari, infrastrutture e aziende. Le conseguenze del maltempo sono state particolarmente pesanti per il tessuto produttivo locale, con molte imprese che ora si trovano ad affrontare danni ingenti e difficoltà nella ripartenza.

A preoccupare ulteriormente è il fatto che non tutti i danni potrebbero essere coperti dalle assicurazioni, perché alcuni eventi atmosferici, come le mareggiate, non rientrerebbero tra i rischi previsti dalle polizze obbligatorie.

Assoutenti: “Fuori da copertura mareggiate e bombe d’acqua”

L’allarme è stato lanciato da Assoutenti, che ha richiamato l’attenzione sull’obbligo per le imprese di stipulare una polizza contro le catastrofi naturali, introdotto con la manovra 2024.

La normativa prevede la copertura per terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni, ma escluderebbe fenomeni sempre più frequenti come mareggiate e “bombe d’acqua”, proprio quelli che hanno colpito con maggiore violenza le aree meridionali.

Secondo il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, il sistema è ancora immaturo:
“Il meccanismo delle polizze catastrofali è in fase sperimentale e non può essere usato per decidere chi merita o meno aiuti pubblici, soprattutto se l’obbligo assicurativo non garantisce una copertura reale dei rischi che colpiscono il territorio.”

Un obbligo che non tutela davvero le imprese

Per l’associazione dei consumatori esiste un evidente squilibrio tra obblighi e tutele. Le aziende sono costrette ad assicurarsi, ma molti degli eventi che causano i danni più gravi restano esclusi dalle polizze.

In particolare, risultano fuori dalla copertura obbligatoria:
mareggiate, infiltrazioni di acqua marina, allagamenti da piogge brevi ma intensissime, umidità, variazioni della falda, oltre a numerosi danni indiretti come interruzioni di servizi, costi di demolizione e sgombero.

Melluso parla di un “paradosso evidente”:
le imprese sono obbligate ad assicurarsi contro rischi che, nei fatti, non vengono realmente assicurati. Il timore di Assoutenti è che le polizze possano diventare uno strumento per ridurre gli interventi pubblici e trasferire sui privati il peso dei disastri naturali.

Come funziona la polizza contro le calamità naturali

La cosiddetta polizza “Cat Nat” copre i danni causati da eventi catastrofali avvenuti sul territorio nazionale e può riguardare fabbricati, terreni, impianti e macchinari.

Le regole principali prevedono:

  • franchigia massima del 15% sul danno
  • premi assicurativi proporzionati al rischio
  • importo variabile in base alla zona geografica, al valore dei beni e al livello di protezione degli edifici

Non sono previste sanzioni dirette per chi non stipula la polizza, ma le imprese non in regola perdono l’accesso a contributi pubblici, agevolazioni e ristori legati alle calamità, e potrebbero avere difficoltà anche nell’ottenere credito bancario.

Verso la dichiarazione dello stato di emergenza

I danni causati dal ciclone Harry saranno esaminati dal Consiglio dei ministri di oggi, lunedì 26 gennaio. Su proposta del ministro per la Protezione civile e del mare, Nello Musumeci, il governo intende dichiarare lo stato di emergenza per sbloccare risorse utili agli interventi immediati.

Proprio Musumeci è tornato sul tema delle assicurazioni, sottolineando le difficoltà interpretative:
alcuni imprenditori si sarebbero sentiti dire che la polizza copre il ciclone ma non la mareggiata, e che non è sempre possibile stabilire con certezza la natura dell’evento atmosferico.

Il ministro ha definito queste distinzioni “bizantinismi che penalizzano chi ha fatto il proprio dovere” e che non aiutano a costruire una vera cultura della prevenzione. Per questo, il governo ha avviato un confronto con l’Associazione nazionale delle compagnie di assicurazione, con l’obiettivo di chiarire le coperture e rendere il sistema più equo ed efficace.

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