Pubblicato il 30 Gennaio 2026
Stato di agitazione dopo mesi di attese
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa hanno proclamato una mobilitazione formale dopo mesi di sollecitazioni rimaste senza risposte concrete. Al centro della vertenza ci sono temi che incidono direttamente su salari, diritti e valorizzazione professionale del personale.
Tra le questioni ancora irrisolte figurano i differenziali stipendiali (ex PEO) per il 2023, 2024 e anni successivi, la produttività 2024, le progressioni verticali in deroga, il welfare 2025, oltre alle indennità di maneggio valori e alle indennità di rischio e disagio per il 2024.
“Scelta obbligata, non ideologica”
“Non siamo più disposti ad accettare continui rinvii e promesse non mantenute”, dichiarano congiuntamente Concetta La Rosa (Fp Cgil), Danilo Sottile (Cisl Fp), Mario Conti (Uil Fpl) e Stefano Grasso, responsabile provinciale Csa.
I rappresentanti sindacali sottolineano come, nonostante incontri, verbali e impegni formali, non siano seguiti atti concreti. “Lo stato di agitazione è una scelta obbligata, non ideologica”, affermano, evidenziando l’assenza di provvedimenti tangibili.
Richiesta di rispetto degli accordi
Le organizzazioni sindacali spiegano che la decisione è maturata in assemblea e rappresenta un segnale di responsabilità e determinazione da parte dei lavoratori, che chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti e l’attivazione immediata delle procedure contrattuali previste.
“La Città Metropolitana non può permettersi di tenere bloccate professionalità, risorse economiche e diritti”, proseguono i segretari, ribadendo la necessità di un cambio di passo immediato.
In mancanza di risposte rapide e verificabili, avvertono, la mobilitazione sarà ulteriormente intensificata.

