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Colonnine elettriche vandalizzate a Catania: cavi tagliati per rubare il rame

Pubblicato il 10 Marzo 2026

Crescono le segnalazioni dei cittadini

Negli ultimi giorni si moltiplicano le segnalazioni di cittadini riguardo numerose colonnine di ricarica per auto elettriche fuori servizio a Catania. Il problema, denunciato da diversi utenti, riguarda i cavi tranciati delle stazioni di ricarica Enel X, che rendono impossibile utilizzare gli impianti.

Una lettrice racconta a Cataniatoday con amarezza la situazione: molte colonnine risultano inutilizzabili, tra cui quelle situate in piazza Nettuno, sul lungomare, in piazza Montessori, alla Q8 di Cibali, alla Q8 di via Nizzeti e in piazza Manganelli. L’elenco, spiegano gli automobilisti, continua ad allungarsi, causando notevoli disagi a chi possiede un’auto elettrica e dipende da queste infrastrutture per ricaricare il veicolo.

Secondo quanto segnalato, il fenomeno non riguarda solo il capoluogo etneo, ma avrebbe già raggiunto anche alcuni centri vicini, come San Pietro Clarenza.

Il furto di rame dietro i danneggiamenti

Alla base dei danneggiamenti non ci sarebbe semplice vandalismo, ma un interesse ben preciso: il rame contenuto nei cavi delle colonnine.

Questo metallo, infatti, ha un valore elevato sul mercato: le quotazioni possono arrivare a circa 8.000 euro per tonnellata. Le stazioni di ricarica rapide, le cosiddette fast e ultrafast con potenze tra 50 e 250 kW, contengono tra i 6 e i 10 chilogrammi di rame per ciascun cavo.

Ogni colonnina è dotata generalmente di due prese di ricarica. Questo significa che un singolo furto può fruttare tra i 12 e i 20 chilogrammi di rame, materiale che viene poi rivenduto nei circuiti di ricettazione a prezzi che oscillano tra il 30 e il 50% del valore di mercato ufficiale.

A Catania il fenomeno sembrerebbe essere legato soprattutto alla microcriminalità predatoria, con individui o piccoli gruppi che agiscono con strumenti semplici e sfruttano canali locali per la rivendita del metallo, senza il coinvolgimento di reti criminali più strutturate.

Furti di rame già nel mirino delle forze dell’ordine

Il problema dei furti di rame non è nuovo per le forze dell’ordine. Nei mesi scorsi la Questura di Catania aveva già rafforzato i controlli sul territorio, dopo diverse segnalazioni arrivate al numero di emergenza 112 da parte di cittadini e tecnici delle aziende energetiche.

Durante uno di questi servizi, gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato due uomini catanesi di 53 e 33 anni, sorpresi mentre asportavano cavi di rame da una cabina Enel. L’intervento rientrava in un piano di vigilanza notturna pensato proprio per contrastare questo tipo di reati.

Il caso del ladro di grondaie

Un episodio distinto ha riguardato un uomo di 44 anni, residente a Catania e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, specializzato nel furto di pluviali e grondaie in metallo dalle abitazioni private.

Gli agenti del commissariato Borgo Ognina sono riusciti a identificarlo incrociando le denunce presentate dai residenti di diversi quartieri con le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Le registrazioni hanno permesso di ricostruire il suo metodo: agiva in pieno giorno, utilizzando il manico di un rastrello come leva per staccare le grondaie dalle pareti degli edifici, operando in strade normalmente trafficate. Con sé aveva una cassetta degli attrezzi con tutto il necessario per smontare le tubature in rame.

Il materiale rubato veniva poi venduto a una fonderia, che pagava circa 4 euro al chilogrammo.

Rame rubato ovunque e colonnine inutilizzabili

Il fenomeno dei furti di rame sembra quindi diffuso in diversi ambiti della città: dalle cabine elettriche alle facciate delle abitazioni, fino alle colonnine di ricarica per auto elettriche.

Il risultato è che molte infrastrutture risultano inutilizzabili, lasciando in difficoltà gli automobilisti che hanno scelto la mobilità elettrica e che ora si ritrovano senza punti di ricarica funzionanti.

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