Pubblicato il 26 Gennaio 2026
L’arma scoperta durante un controllo a scuola
Un coltello a scatto con lama di circa otto centimetri, realizzato artigianalmente con una stampante 3D, è stato sequestrato a uno studente di una scuola media di Terlano. L’oggetto, a tutti gli effetti considerato un’arma, è stato rinvenuto nel corso di un controllo all’interno dell’istituto.
Dalle verifiche è emerso che il coltello non era stato costruito dal ragazzo che lo portava con sé, ma da un altro studente, successivamente coinvolto nelle indagini.
La perquisizione e la stampante 3D sequestrata
I Carabinieri, dopo il ritrovamento dell’arma in plastica, hanno approfondito gli accertamenti risalendo all’autore materiale della realizzazione. È stata quindi disposta una perquisizione domiciliare, durante la quale i militari hanno trovato e sequestrato una stampante 3D utilizzata per la produzione dei coltelli.
Successivamente, i genitori del ragazzo hanno consegnato spontaneamente altri coltelli realizzati dal figlio, tutti costruiti in polimeri plastici e riconducibili allo stesso metodo di fabbricazione.
La denuncia e i rischi dei coltelli in 3D
Il giovane che ha realizzato le armi è stato denunciato per fabbricazione e detenzione di oggetti atti a offendere. Nonostante siano meno resistenti rispetto a quelli tradizionali, i coltelli stampati in 3D sono equiparati alle armi comuni: possono infatti essere affilati e provocare gravi lesioni.
Il tema sicurezza e i minori
Il caso riaccende l’attenzione sul possesso di armi da parte dei minorenni, uno dei temi centrali della nuova stretta sulla sicurezza prevista dall’esecutivo guidato dal Giorgia Meloni. L’episodio di Terlano evidenzia come le nuove tecnologie, se usate in modo improprio, possano trasformarsi in strumenti potenzialmente pericolosi, soprattutto in ambito scolastico.

