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Condannata la dattilografa del campo nazista a 99 anni: “Sapeva dello sterminio in atto”

Pubblicato il 21 Agosto 2024

Irmgard Furchner, ex segretaria del campo di sterminio nazista di Stutthof, in Polonia, alla veneranda età di 99 anni è stata condannata dalla Corte di giustizia federale tedesca con l’accusa di essere complice dell’eccidio di circa 10.000 persone uccise nel lager. Questo potrebbe essere stato l’ultimo provvedimento giudiziario per crimini nazisti.

Chi era Irmgard Furchner, dattilografa del campo di concentramento nazista

In realtà la donna era già stata condannata due anni fa, dopo una lunga fuga e la cattura nel 2021, ma aveva deciso di fare ricorso contro la sentenza del tribunale di Itzehoe, nello Schleswing-Holstein. La Corte di giustizia federale tedesca ha però respinto l’appello presentato dai legali della donna e ha confermato la condanna a due anni di reclusione con la condizionale.

La 99enne è stata dunque condannata definitivamente per favoreggiamento in omicidio di massa. Come riportato dal Tribunale tedesco nella sentenza, la Furchner ha lavorato come dattilografa nel lager nazista tra il giugno del 1943 e l’aprile del 1945, quando aveva tra i 18 e i 19 anni, ricoprendo un ruolo attivo nello sterminio dei prigionieri.

Come riferito dai giudici, la donna “attraverso il suo lavoro ha sostenuto i responsabili del campo di concentramento nell’uccisione sistematica dei prigionieri”. In ogni caso, considerando l’età della donna, è stato applicato il codice penale minorile con pene piuttosto blande.

Nessun segnale di pentimento

Nonostante la condanna, la 99enne non ha mai mostrato segni di pentimento nel corso del processo, anzi ha replicato che lei non ha mai messo piede nel campo e che non sapeva assolutamente quello che succedeva al di fuori dell’ufficio. Parole che sono state smentite dai giudici secondo i quali la Furchner, che era una persona molto fidata del comandante Paul Werner, sapeva perfettamente quello che succedeva.

Tutta la corrispondenza del campo e i documenti più importanti passavano proprio per la scrivania della donna che, secondo il Tribunale, era a conoscenza degli orrori che si verificavano nel campo. La donna ha cercato in tutti i modi di sottrarsi al processo, cercando anche una disperata fuga a piedi. Alla fine è stata bloccata e sottoposta al processo, dove si è presentata in stampelle e poi in sedia a rotelle.