« Torna indietro

riforme

Confronto sulle riforme: Meloni “Concretezza”, Calenda “Sì al sindaco d’Italia”

Pubblicato il 9 Maggio 2023

Al via, nella biblioteca del presidente a Montecitorio, le consultazioni sulle riforme tra il governo e le opposizioni.

Per il governo, presenti la premier Giorgia Meloni, i due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro per le Riforme Elisabetta Casellati, quello per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i sottosegretari alla Presidenza Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e il costituzionalista Francesco Saverio Marini.

Si è iniziato con i Cinque Stelle, la cui delegazione era formata dal leader Giuseppe Conte, i capigruppo Stefano Patuanelli, Francesco Silvestri.

Conte ha sollecitato l’istituzione di una commissione parlamentare ad hoc per le riforme, una proposta che, ha detto Meloni.

“Siamo disponibili a collaborare per l’ovvia ragione che anche noi condividiamo l’esigenza di avere maggiore stabilità dei governi e l’esigenza di avere una maggiore efficienza dell’apparato complessivo. Una collaborazione possibile per noi c’è”. Lo ha detto alla Camera il leader di Azione, Carlo Calenda, dopo l’incontro del Terzo polo con la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sulle riforme istituzionali.

“Abbiamo definito il perimetro d’intervento: per noi c’è una linea rossa assoluta che è la figura di garanzia di unità nazionale del presidente della Repubblica, l’unica istituzione che garantisce l’unità, toccarla sarebbe un errore grave. Siamo favorevoli all’indicazione del presidente del Consiglio sul modello del sindaco d’Italia”, ha selezionato Calenda.

“Intanto ringraziamo la presidente Meloni per questo incontro esplorativo. L’obiettivo per noi è ribadire quello che abbiamo già detto in campagna elettorale: poteri del premier rafforzati, l’indicazione del premier, la possibilità per il premier di scegliersi i ministri e revocarli. Ma, a parte questo, mantenere intatti il potere e le prerogative del presidente della Repubblica. Perché il presidente della Repubblica è garante dell’unità nazionale in un paese di guelfi e ghibellini. Fare una discussione approgondita e seria sulla questione federalismo e autonomia. Che si discuta su tutto l’assetto dello Stato senza fare una fuga in avanti sull’autonomia”, aveva detto Calenda arrivando a Palazzo Montecitorio. “Il sindaco d’Italia – ha aggiunto – è una delle soluzioni. Il succo è questo. Abbiamo bisogno di un premier con più poteri, una camera sola, una discussione su tutto ciò che funziona e non funziona del federalismo, e del presidente della Repubblica che rimane garante della Costituzione e dell’unità nazionale”.

CONTE CONTRARIO ALL’ELEZIONE DI PRESIDENTE O PREMIER, “Sì A UNA COMMISSIONE AD HOC”

Il leader dei 5stelle Giuseppe Conte avrebbe espresso contrarietà, a nome del suo movimento,all’elezione diretta del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio. E’ quanto si apprende da fonti che hanno seguito il primo incontro di Giorgia meloni con i partiti dell’opposizione sulle riforme.

“Abbiamo condiviso una diangosi su alcune criticità, riconossciamo queste criticità a partire dal problema dell’instabilità degli esecutivi, ma non è emersa una condivisione” suulle soluzioni, ha detto Conte dopo l’incontro. “Siamo disponibili per quanto riguarda il metodo al dialogo in una commissione parlamentare costituita ad hoc, raccomandiamo questo percorso. Abbiamo invitato il presidente Meloni a mantenere una interlocuzione perché a colpi di maggioranza una ambizione di ridefinire in modo rivoluzionario l’assetto costituzionale non è assolutamente raccomandabile”.

AUTONOMIE: “SCETTICI SUL PRESIDENZIALISMO”

“Condividiamo in pieno l’obiettivo di dare stabilità al sistema politico italiano, capiamo e siamo convinti che si deve trovare una soluzione per dare più stabilità. Se sia il premierato o come in Germania la sfiducia costruttiva si può discutere, l’unico punto su cui siamo scettici è il presidenzialismo”. Lo ha detto la presidente del gruppo per le Autonomie al Senato, Julia Unterberger, dopo l’incontro con la presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sulle riforme istituzionali. “L’Italia ha bisogno di una figura come Mattarella, che è un arbitro in certe situazioni di crisi. Toccare il presidente della Repubblica non possiamo sostenerlo, per il resto siamo aperti al confronto”.

MELONI: “INSTABILITA’ FORTISSIMA, NON CONSENTE UNA VISIONE DI LUNGO PERIODO”

“Grazie per aver accettato questo invito. Il governo, come voi sapete, ha da sempre nel proprio programma l’idea che per mandato dovrà lavorare a una riforma istituzionale, sulla quale però credo sia importante a monte cercare un dialogo più ampio possibile con le forze parlamentari”, ha detto, secondo quanto si apprende, Meloni nel corso del primo incontro con le opposizioni sulle riforme, quello con il Movimento 5 Stelle. “Credo che ci si renda tutti conto del fatto che il nostro sistema è caratterizzato da una fortissima instabilità, che paradossalmente nell’ultima fase, cioè con la fine della prima Repubblica, è peggiorata”, ha dichiarato la premier. “Abbiamo sempre avuto governi che duravano uno o due anni, la differenza tra la prima Repubblica e quello che è accaduto successivamente è che nella prima Repubblica la maggioranza restava sempre la stessa, nella seconda Repubblica al repentino cambio di Governo coincideva spesso un repentino cambio di maggioranza”.

“L’instabilità non consente di avere una visione di lungo periodo, che è fondamentale per una strategia, soprattutto nel mondo globalizzato, ed è fondamentale per concentrare risorse sugli investimenti utili a quella strategia, cosa che una politica che ha poco tempo non può fare”, ha detto Meloni nell’incontro con il M5s.”Questa è la ragione per la quale dobbiamo mettere le mani alle riforme istituzionali, lo dico anche rispetto a quanti dicono che questa non è una priorità: credo che invece questa sia la più potente riforma economica che possiamo realizzare”

“Auspico concretezza perché sul dialogo e sulla normalità del dibattito democratico credo che non ci debbano essere dubbi tra noi. Le istituzioni su questo devono fare il buon esempio”, ha detto Meloni a margine della cerimonia per le vittime del terrorismo al Quirinale rispondendo ai giornalisti che le chiedono un commento in vista degli incontri alla Camera con le opposizioni. Meloni spiega che non ci sono già testi scritti, vuole ascoltare ma invita l’opposizione a non avere posizioni pregiudiziali. “Cerco convergenze, bene se si arriva a scelte condivise, ma ho degli obiettivi da raggiungere”.