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Controlli della task force a Catania: lavoro nero e gravi irregolarità in un bar della Plaia

Pubblicato il 30 Gennaio 2026

Operazione congiunta tra forze dell’ordine e enti di controllo

Lavoratori irregolari, carenze igienico-sanitarie, problemi legati alla sicurezza e diverse violazioni amministrative. È questo il quadro emerso dall’ultima operazione di controllo condotta nei giorni scorsi in due attività commerciali situate tra la Plaia e la zona della Pescheria di Catania.

L’intervento è stato coordinato dagli agenti della squadra volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e della Divisione anticrimine della Questura etnea. All’operazione hanno preso parte anche medici, tecnici e ispettori appartenenti ai vari enti coinvolti nella task force: il servizio Igiene pubblica, il servizio Veterinario e lo Spresal dell’Asp di Catania, il Corpo forestale della Regione Siciliana, l’Ispettorato territoriale del lavoro e la polizia locale – settori Annona e Ambiente – del Comune di Catania.

Tre lavoratori in nero e attività sospesa

Le irregolarità più gravi sono state riscontrate in un bar-ristorante di viale Kennedy, il cui nome non è stato reso noto. Complessivamente sono state contestate sanzioni per quasi 26 mila euro.

Gli accertamenti dell’Ispettorato territoriale del lavoro hanno fatto emergere tre casi di lavoro nero su sette dipendenti presenti, con l’immediata applicazione di una maxi sanzione da 8.500 euro e la conseguente sospensione dell’attività fino alla regolarizzazione dei lavoratori.

Sequestri in cucina e carenze sulla sicurezza

All’interno della cucina, il Corpo forestale e i veterinari hanno sequestrato 24 chili di alimenti privi di tracciabilità e ritenuti non idonei al consumo umano, elevando una sanzione di 1.500 euro. È stata inoltre comminata un’ulteriore multa da 2.000 euro per la mancata indicazione degli ingredienti ai clienti.

Numerose e significative anche le criticità rilevate dallo Spresal in materia di sicurezza sul lavoro. Sono state contestate sanzioni per quasi 10 mila euro a causa di irregolarità nella cassetta di primo soccorso, utilizzo di attrezzature non conformi, bombole Gpl non correttamente custodite, problemi all’impianto elettrico e assenza di adeguata segnalazione degli estintori.

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