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Controlli straordinari contro i furti di “oro rosso”: due uomini fermati a Librino con 10 chili di rame

Pubblicato il 15 Febbraio 2026

Stretta della Polizia di Stato dopo le numerose segnalazioni

La Polizia di Stato ha intensificato i controlli su tutto il territorio per arginare il crescente fenomeno dei furti di rame, il cosiddetto “oro rosso”, sempre più spesso nel mirino della criminalità per il suo valore sul mercato nero.

Negli ultimi mesi sono aumentate le segnalazioni giunte al numero unico di emergenza da parte di cittadini e tecnici dell’ente di distribuzione dell’energia elettrica, che hanno riscontrato cabine ENEL danneggiate e cavi sottratti in diverse zone della città di Catania. Una situazione che ha spinto la Questura a rafforzare ulteriormente i servizi di prevenzione e pattugliamento.

Diversi interventi nelle ultime settimane

Già nelle settimane precedenti, gli agenti della Questura etnea avevano fermato vari soggetti sorpresi mentre tentavano di impossessarsi del rame per poi rivenderlo illegalmente. Un’attività costante che punta a contrastare un fenomeno che provoca gravi danni economici e disservizi alla collettività.

Fermati a Librino con cavi appena bruciati

L’ultimo intervento si è svolto nel quartiere Librino, dove gli agenti della squadra volanti hanno fermato due catanesi pregiudicati, rispettivamente di 39 e 40 anni, già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, furti e rapine.

I due sono stati trovati in possesso di una matassa di circa 10 chili di cavi di rame, con il rivestimento esterno completamente annerito. Secondo quanto ricostruito, avevano appena bruciato la guaina isolante per rendere più difficile risalire al proprietario del materiale e facilitarne la successiva rivendita illecita.

Il rame era stato caricato in auto e, con ogni probabilità, era destinato al mercato nero per ricavarne un profitto.

Sequestro del materiale e indagini in corso

L’intervento tempestivo degli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha consentito di sequestrare immediatamente i 10 chili di cavi, sottraendoli alla disponibilità dei due uomini.

Le indagini sono ora in corso per accertare l’esatta provenienza del materiale. Qualora venisse confermata l’origine furtiva, i due potrebbero essere denunciati per ricettazione.

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