Pubblicato il 12 Novembre 2025
Come cambia l’accesso ai contenuti pornografici in Italia
Da oggi, mercoledì 12 novembre, scattano le nuove regole decise dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom): i portali che diffondono materiale a sfondo pornografico e i siti di condivisione video devono adottare strumenti affidabili per verificare l’età degli utenti, così da impedire l’accesso ai minori di 18 anni. Chi non si adegua rischia sanzioni fino a 250.000 euro e persino l’oscuramento del sito.
Le disposizioni, approvate con una delibera ad aprile, prevedono che l’accesso ai contenuti per adulti passi attraverso un soggetto terzo, indipendente e certificato che effettui la verifica anagrafica. Chi naviga da smartphone potrà essere indirizzato a un’app di identificazione sviluppata dallo stesso tipo di soggetto terzo.
Elenco dei siti e tutela della privacy
Nella lista pubblicata dall’Agcom il 31 ottobre compaiono portali noti come Pornhub e YouPorn ma anche piattaforme che non si limitano al porno, come OnlyFans; l’elenco verrà aggiornato nei prossimi mesi. L’obiettivo dichiarato dall’Autorità è doppio: impedire l’accesso ai minorenni senza però costringere le piattaforme a gestire direttamente dati sensibili degli utenti.
Per questo motivo sono vietati metodi come il caricamento del documento d’identità, l’uso di SPID o CIE e anche sistemi basati su selfie valutati da algoritmi per stimare l’età — soluzioni che in altri Paesi vengono talvolta adottate ma che qui sono ritenute incompatibili con la tutela della privacy. Le piattaforme devono quindi affidarsi a terze parti che attestino la maggiore età senza trasferire informazioni identificative ai siti pornografici stessi.
Il “doppio anonimato” e il token digitale
In Italia si applica il principio del “doppio anonimato”: chi verifica l’età e chi gestisce il sito devono essere completamente separati. La soluzione più pratica è l’emissione di un codice univoco (token) generato da un’app indipendente che certifica la maggiore età senza sapere dove verrà utilizzato; con quel token l’utente ottiene l’accesso al sito adulto.
Tra le possibili applicazioni terze figura anche una soluzione promossa dalla Commissione europea, attualmente in fase di sperimentazione in alcuni Stati membri e che Agcom intende rendere operativa entro fine 2025. In prospettiva tale sistema potrà integrarsi nel portafoglio digitale europeo, insieme a documenti elettronici come patente e carta d’identità.
Limiti tecnici e vie di elusione: il ruolo delle VPN
La misura rappresenta un passo concreto nella protezione dei minori, ma presenta limiti pratici. I controlli basati su geolocalizzazione e restrizioni nazionali possono essere aggirati facilmente: una VPN (rete privata virtuale) consente infatti di mascherare l’indirizzo IP e collegarsi tramite server in Paesi dove tali obblighi non esistono, vanificando i blocchi. Non sorprende dunque che il rafforzamento dei controlli sull’età alimenti l’interesse commerciale dei provider di VPN, che vedono crescere la domanda da parte di chi vuole eludere le restrizioni.
Contesto normativo e ambiti di applicazione
Le nuove regole Agcom sono state approvate all’unanimità e si inseriscono nel quadro del Digital Services Act e delle norme europee sulla sicurezza online. L’articolo 28 della legge europea richiede infatti che le piattaforme accessibili ai giovani adottino misure efficaci per garantirne la sicurezza e il benessere. Per il momento, però, l’obbligo riguarda specificamente i siti pornografici: per i portali di gioco e scommesse le indicazioni restano raccomandazioni e non sono ancora vincolanti.
In sintesi, l’Italia introduce un modello che tenta di bilanciare protezione dei minori e tutela della privacy, ma la sua efficacia dipenderà dalla qualità delle soluzioni terze adottate e dalla capacità di contrastare gli strumenti tecnici di elusione come le VPN.

