Pubblicato il 18 Marzo 2026
Dalla sconfitta sul campo alla vittoria ufficiale
Quella che sembrava una bruciante sconfitta contro il Senegal si è trasformata, a distanza di due mesi, in un trionfo per il Marocco. La finale della Coppa d’Africa, disputata a Rabat e persa 1-0 ai tempi supplementari dopo un rigore fallito da Brahim Diaz, è stata completamente ribaltata.
Quella partita, definita fin da subito “la partita della vergogna”, ha avuto un epilogo inatteso: oggi il Marocco può festeggiare ufficialmente la conquista del trofeo.
La decisione della Confederazione africana
La svolta è arrivata con la decisione della Confederazione africana di calcio, che ha accolto il ricorso presentato dalla federazione marocchina anche alla Fifa. Al centro della contestazione, il comportamento del Senegal, che aveva abbandonato temporaneamente il campo dopo il rigore concesso al Marocco nei minuti finali.
Secondo la federazione marocchina, si è trattato di un episodio che ha avuto “un impatto pesante sul regolare svolgimento della gara”.
Il Comitato d’appello della Caf ha quindi stabilito che, in base al regolamento, il Senegal dovesse essere considerato sconfitto. La decisione ufficiale parla chiaro: vittoria a tavolino per il Marocco con il risultato di 3-0.
La norma applicata prevede infatti che una squadra che lascia il campo senza autorizzazione venga automaticamente dichiarata perdente ed eliminata.
Una finale nel caos
La partita era già entrata nella storia per il suo epilogo surreale. Dopo il rigore assegnato al Marocco, il commissario tecnico del Senegal, Pepe Thiaw, aveva deciso di ritirare momentaneamente la squadra dal campo, scatenando confusione.
Solo grazie all’intervento di Sadio Mané, i giocatori erano poi tornati a disputare l’incontro, ma per diversi minuti si erano registrate tensioni sia in campo che sugli spalti.
Dopo l’errore dal dischetto di Diaz, il Senegal aveva trovato il gol decisivo nei supplementari con Pape Gueye, spegnendo lo stadio ma alimentando polemiche immediate. Proprio per questo, la Caf aveva avviato un’indagine che oggi ha portato a una decisione destinata a cambiare la storia della competizione.
La reazione del Senegal e il ricorso
La risposta del Senegal non si è fatta attendere. La federazione calcistica ha definito la decisione “ingiusta, senza precedenti e inaccettabile”, criticando duramente la revoca del titolo.
È stato inoltre annunciato un nuovo passo: un ricorso al Tribunale arbitrale dello sport di Losanna. L’obiettivo è difendere i propri diritti e ribaltare una sentenza che, secondo la federazione senegalese, danneggia l’immagine del calcio africano.

