Pubblicato il 5 Dicembre 2025
Chi è coinvolto
L’ex primario di chirurgia plastica del Policlinico di Messina — già parlamentare regionale — Francesco Stagno d’Alcontres, andato in pensione lo scorso luglio, è finito agli arresti domiciliari su decisione del gip. La misura è stata adottata dopo che la Procura ha formulato nei suoi confronti accuse gravi: concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa.
Cosa dice l’accusa
Secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza, il chirurgo avrebbe chiesto mazzette da diverse migliaia di euro a case farmaceutiche e aziende. In cambio, prometteva facilitazioni nei rinnovi degli appalti per l’approvvigionamento di materiale medico oppure minacciava di bloccare le forniture.
Le “contribuzioni” ottenute
D’Alcontres avrebbe ricevuto contributi economici consistenti — sotto forma di sponsorizzazioni, iscrizioni e cene sociali — in occasione di un congresso organizzato dall’associazione di cui era responsabile scientifico. L’evento, tenutosi lo scorso anno, rientrava tra le iniziative dedicate alla divulgazione scientifica, all’aggiornamento dei soci e ai programmi formativi ECM. Gli investigatori stimano che l’importo complessivo incassato per l’evento superi i 700.000 euro.
Altri elementi dell’indagine
Dalle intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, e dall’analisi di ampia documentazione, risulterebbe che il chirurgo abbia effettuato decine di interventi privat i — in studi esterni al Policlinico presenti in città e provincia — senza dichiararli.
Nell’indagine risultano coinvolte anche altre due professioniste: la dirigente medica del reparto di chirurgia plastica del Policlinico, Antonina Fazio, e l’ostetrica esterna Cristina Alì. Per loro è stato disposto un divieto di esercitare la professione sanitaria per un anno.
Oltre alle misure cautelari personali e alle due interdittive, sono stati eseguiti due sequestri preventivi per truffa a danno della pubblica amministrazione: 48.000 euro nei confronti dell’ex primario e 9.700 euro per la dirigente medico.
Conclusione
L’indagine descrive un quadro molto critico: un medico di alto profilo, con ruoli istituzionali e di responsabilità, accusato di aver sfruttato il proprio incarico per ottenere vantaggi economici, compromettere appalti e occultare attività private. Le misure cautelari e i sequestri testimoniano la gravità delle accuse e il rischio ravvisato dalla magistratura.

