Pubblicato il 7 Marzo 2026
Indagine su reati contro la pubblica amministrazione nel settore sanitario
La Squadra Mobile di Palermo, guidata da Antonio Sfameni, ha eseguito sei misure cautelari disposte dal Gip nell’ambito di una vasta indagine su presunti episodi di corruzione legati alla sanità pubblica.
I provvedimenti riguardano pubblici ufficiali e imprenditori accusati, a vario titolo, di reati contro la pubblica amministrazione. L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Palermo e condotta dalla sezione anticorruzione della Squadra Mobile tra il 2024 e il 2025.
Arresti domiciliari per tre persone
Tra i destinatari delle misure più severe figurano tre persone poste agli arresti domiciliari.
Tra questi N.G., 65 anni, indicato dagli investigatori come facilitatore nelle pratiche per il riconoscimento di stati invalidanti. Proprio nei giorni scorsi, durante una perquisizione delegata dalla Procura, gli agenti avevano sequestrato oltre 1,2 milioni di euro in contanti, nascosti in scatole e suddivisi in mazzette. Il denaro era stato occultato in diverse abitazioni nella sua disponibilità e persino all’interno dell’auto utilizzata dall’uomo.
Ai domiciliari sono finiti anche un ortopedico dell’Asp di 53 anni e un imprenditore di 52 anni operante nel settore delle forniture ortopediche, entrambi colpiti anche da misure interdittive che impediscono lo svolgimento delle rispettive attività professionali per un anno.
Altri provvedimenti per medici e imprenditori
Il Gip ha disposto inoltre l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto temporaneo di esercitare un pubblico ufficio o servizio per altri due professionisti:
- un fisiatra dell’Asp di 47 anni
- una neuropsicologa di 36 anni
Una misura interdittiva analoga ha raggiunto anche un imprenditore di 48 anni della provincia di Enna, attivo nel settore delle forniture ortopediche.
Un sistema illecito per ottenere falsi riconoscimenti di invalidità
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’inchiesta avrebbe portato alla luce un sistema illecito ben strutturato e consolidato, basato sulla figura centrale del cosiddetto facilitatore.
Le indagini, svolte attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, avrebbero evidenziato un meccanismo finalizzato ad alterare l’iter per il riconoscimento dei benefici assistenziali, tramite certificazioni mediche false redatte da specialisti operanti in strutture sanitarie pubbliche.
Il presunto faccendiere, formalmente venditore porta a porta, avrebbe fatto da intermediario tra una rete di clienti e medici compiacenti, sfruttando la conoscenza delle procedure amministrative e previdenziali per ottenere i benefici richiesti.
Tangenti e regali per indirizzare i pazienti
Nel corso dell’inchiesta sono stati documentati anche episodi corruttivi che coinvolgerebbero un ortopedico dell’Asp, accusato di indirizzare i pazienti verso specifiche aziende di forniture ortopediche.
Secondo l’accusa, lo specialista avrebbe ricevuto compensi illeciti in denaro e perfino regali come crostacei di pregio in cambio dell’invio dei pazienti alle imprese coinvolte, che fornivano dispositivi ortopedici pagati dal servizio sanitario regionale.
Il ruolo del facilitatore e i compensi per le pratiche
Durante gli interrogatori preventivi, il presunto facilitatore avrebbe collaborato con gli inquirenti fornendo dettagli sui compensi illeciti e sulle percentuali percepite.
Secondo quanto riferito, il costo delle pratiche per il riconoscimento dell’invalidità variava tra i 1.500 e i 7.000 euro, parte dei quali sarebbero stati destinati ai professionisti coinvolti.
Le dichiarazioni rese da alcuni degli indagati, tra cui l’ortopedico e due imprenditori, sono state ritenute dagli investigatori contraddittorie e in contrasto con quanto emerso dalle intercettazioni e dai pedinamenti effettuati durante le indagini.
Sequestrati oltre 1,2 milioni di euro
Nel corso dell’operazione la Squadra Mobile di Palermo ha quindi sequestrato più di un milione e duecentomila euro in contanti al presunto facilitatore.
Il denaro era suddiviso in mazzette e nascosto in scatole, custodite in diverse abitazioni nella disponibilità dell’uomo e anche all’interno della sua autovettura.

