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Corruzione: respinto appello Pm per un’accusa, ma Cuffaro resta ai domiciliari

Pubblicato il 6 Febbraio 2026

Il Tribunale del riesame dà ragione alla difesa

Il Tribunale del riesame di Palermo ha rigettato l’appello della Procura, accogliendo le tesi difensive contro l’ordinanza del Gip che aveva già respinto la richiesta di arresti domiciliari per una delle accuse contestate all’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro.

La decisione riguarda uno dei filoni dell’inchiesta su un presunto comitato d’affari che avrebbe gestito concorsi pubblici e nomine dei manager all’interno della sanità siciliana.

Arresti domiciliari confermati per il concorso a Villa Sofia

Nonostante il rigetto dell’appello su uno dei capi d’accusa, Cuffaro resta agli arresti domiciliari per la contestazione relativa al concorso ritenuto truccato presso l’ospedale Villa Sofia.

No al sequestro e stop alle nuove contestazioni

Lo stesso Tribunale ha inoltre respinto la richiesta di sequestro preventivo di 25.000 euro avanzata dalla Procura e ha negato la riqualificazione della presunta corruzione nell’ambito di un appalto assegnato dall’Asp di Siracusa. È stato infine dichiarato inammissibile l’appello relativo all’ipotesi di associazione a delinquere.

La difesa

L’ex governatore è stato assistito dagli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto, che hanno sostenuto con successo le proprie argomentazioni davanti al Tribunale del riesame.

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