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atti persecutori

Costringeva la moglie a ingrassare e la isolava: 20enne condannato a cinque anni

Pubblicato il 13 Febbraio 2026

Controllo ossessivo e violenze dopo il matrimonio

Aveva imposto alla giovane moglie di aumentare di peso e indossare abiti larghi per evitare che altri uomini la guardassero. La controllava in ogni spostamento, la minacciava di morte, le impediva di frequentare le amiche e, in più occasioni, ricorreva alla violenza fisica.

Per questi fatti il Tribunale di Udine ha condannato un 20enne tunisino a cinque anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia.

La vittima, una 20enne italiana residente nel Medio Friuli, ha sopportato per anni una situazione di soprusi. Dopo due anni di convivenza, la coppia si era sposata nel febbraio 2024, ma già dalla sera delle nozze sarebbero emersi comportamenti aggressivi.

Le aggressioni fin dalla sera delle nozze

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, proprio il giorno del matrimonio l’uomo avrebbe accusato la moglie di aver parlato con la testimone di altri uomini. In quella circostanza, come riportato dalla Procura di Udine, l’avrebbe colpita con un pugno al labbro, provocandole un sanguinamento, e avrebbe tentato di lanciarle contro un barattolo di vetro.

Quando la donna aveva provato a chiedere aiuto urlando, lui le avrebbe premuto l’avambraccio contro il collo per impedirle di respirare e tappato la bocca.

Le violenze sarebbero proseguite anche nei giorni successivi. Le indagini hanno evidenziato come l’uomo esercitasse un controllo totale sulla moglie, isolandola da familiari e amici. Una situazione che avrebbe spinto la giovane a tentare il suicidio.

La denuncia, la fuga e l’arresto

La 20enne è infine riuscita a denunciare il marito. In un primo momento l’uomo era stato arrestato e successivamente posto ai domiciliari con braccialetto elettronico.

In seguito era fuggito in Francia, dove avrebbe intrapreso una relazione con una minorenne. Una volta rientrato in Italia, però, è stato nuovamente arrestato.

La sentenza e il risarcimento

Il 12 febbraio è arrivata la decisione del tribunale: condanna a cinque anni per maltrattamenti in famiglia, mentre è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale perché il fatto non sussiste.

Il giudice ha inoltre disposto un risarcimento di 20mila euro a favore della moglie.

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