Pubblicato il 23 Gennaio 2026
Ipotesi di nuovi adeguamenti legati alla demografia
I requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso alla pensione potrebbero aumentare di ulteriori tre mesi a partire dal 2029. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento del Rapporto della Ragioneria dello Stato sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario 2025.
Le anticipazioni del Sole 24 Ore
I nuovi dati sono stati anticipati da Il Sole 24 Ore, che ha evidenziato come la stima aggiornata riveda al rialzo le previsioni precedenti. Nel Rapporto precedente, infatti, l’incremento ipotizzato dal 2029 era pari a due mesi, mentre ora si parla di tre mesi complessivi.
Età pensionabile e pensione anticipata
Secondo le tabelle contenute nel documento, elaborate sulla base dello scenario demografico mediano dell’Istat (base 2024), i requisiti per la pensione di vecchiaia nel biennio 2029-2030 salirebbero a 67 anni e 6 mesi.
Per quanto riguarda invece la pensione anticipata, il requisito contributivo arriverebbe a 43 anni e 4 mesi, con una riduzione di un anno prevista per le donne.
Il ruolo delle verifiche ufficiali
Nel Rapporto viene comunque precisato che gli adeguamenti effettivamente applicati non saranno automatici. Come sottolineato nel documento, le modifiche definitive dipenderanno dalle rilevazioni accertate a consuntivo dall’Istat, che avranno valore determinante per l’eventuale applicazione degli aumenti.

